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Al Bentegodi vince la paura

Al Bentegodi vince la paura

Cosa ci portiamo a casa dalla trasferta di Verona? Un punticino e poco altro. Al Bentegodi vince la paura. Paura di prendere gol, paura di perdere ancora. Del gioco non vi è traccia. Mi chiedo cosa sia successo...

Stefano Pontoni

Cosa ci portiamo a casa dalla trasferta di Verona? Un punticino e poco altro. Al Bentegodi vince la paura. Paura di prendere gol, paura di perdere ancora. Del gioco non vi è traccia. Mi chiedo cosa sia successo all'Udinese: le prime tre giornate avevano fatto ben sperare, poi l'inspiegabile involuzione. 

Tudor, probabilmente spaventato dal ko di Brescia, preferisce non osare. Si chiude dietro sperando di colpire in contropiede. Dieci uomini dietro il pallone, cinque piazzati in difesa, Lasagna tutto solo là davanti a cercare, ancora una volta, di fare reparato e di inventarsi qualcosa. Il nostro gioco è tutto lì: stare chiusi dietro e poi lanciare in profondità Lasagna. Non vi è trama, ancora meno da quando la fantasia di Jajalo viene meno.

Di fronte però non c'è, con tutto il rispetto, l'Inter ma il Verona. Gli scaligeri sono squadra volenterosa e combattiva ma dalle potenzialità davvero ridotte. Zaccagni, Faraoni e Amrabat quando premono sull'acceleratore, però, sembrano averne di più e solo un gran Musso, entrato per il sottoscritto di diritto nella lista dei migliori portieri bianconeri di sempre, salva, con un paio di miracoli, il risultato. Ancora una volta l'argentino è il migliore in campo e questo non è affatto un bel segnale.

C'è stata una reazione? Confido in Marino e attendo domenica, quando al Friuli arriverà il Bologna per un'altra sfida decisiva per il futuro di questa squadra e del suo allenatore. Dopo il sorprendente avvio contro il Milan un solo punto in quattro giornate, un solo gol realizzato contro il Parma. Numeri da bassa classifica che mettono in discussione tutti. 

Sul banco degli imputati c'è Tudor. L'ho sempre stimato per il suo coraggio e la sua intraprendenza. Oggi, dopo aver visto un'Udinese schierata con il 5-3-1-1, con Barak a sostegno di un solo attaccante, non so che dire. Non può essere questa la squadra che aveva in mente in estate, quella che doveva costruire il gioco da dietro, quella che doveva andare a segnare più gol. 

Un punto che dà fiducia? Me lo auguro. Dopo la grande paura si deve a tutti i costi cercare di ripartire. Da dove? Difficile dirlo. Forse da un De Paul in più. 

Voglio crederci, almeno fino a domenica. Perché qualcosa di buono nelle prime tre si era visto e perché resto ancora convinto che questa squadra è migliore di quelle del recente passato, migliore di un Verona che invece nelle secondo tempo ci ha messo all'angolino. E' una questione di testa, servirebbe uno psicologo per allontanare quei fantasmi delle stagioni scorse che sempre ritornano.