Detesto dire che l’avevo detto, ma l’avevo detto. Purtroppo non ci sono prove negli articoli che ho scritto ma vi posso garantire che, parlando con un mio caro amico nel momento di massimo splendore del Pordenone, gli confidavo come secondo me i ramarri non sarebbero riusciti a mantenere il primato, ma anzi avrebbero faticato a raggiungere il terzo posto.

I Lovisa volevano, impresa titanica, tornare subito in B e sembrava proprio che un grande nome come Di Carlo fosse la scelta giusta. Chi conosce la Serie C, e chi conosce il calcio in generale, sa però che nulla è scontato: anzi proprio dalla scorsa stagione, quella della retrocessione, dovremmo aver imparato che i grandi nomi non sempre sono sinonimi di grandi prestazioni. Per questo fui molto “freddino” ad annunciare l’acquisto di Di Carlo nella scorsa estate, memore proprio delle delusioni della stagione passata.

Ora l’esonero, che non avevo previsto e che avviene per un semplice motivo: primeggiare nell’equilibratissimo (mi pare di averlo detto qualche volta) girone di Serie C è un qualcosa che va oltre i nomi e il talento, tanto che ora al primo posto c’è la sorprendente Pro Sesto, mentre le favoritissime Pordenone e Vicenza, per non parlare di Padova e Novara, sembrano destinate a soccombere.

Certo il campionato non è finito e quella mia previsione può ancora essere smentita: capitan Stefani però, alla sua prima esperienza da allenatore, non mi ispira fiducia e anzi somiglia tanto a un traghettatore. Non potrà certo infatti essere lui a guidare la squadra in un ipotetico campionato di Serie B, e faccio fatica a vederlo trionfare nel duro torneo dei playoff, che si fa sempre più probabile. Insomma la festa per il ritorno del Pordenone in provincia si è trasformata in lutto: addio e grazie a Di Carlo, bentornato e buona fortuna a Stefani. Sperando ancora una volta di sbagliarmi. 

Sezione: Pordenone / Data: Lun 06 marzo 2023 alle 16:18
Autore: Alessandro Poli
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