Ai microfoni di Dazn ha parlato Samuele Perisan portiere neroverde: “Giocare vicino casa e stare quindi vicino alla famiglia è un dettaglio importante, almeno secondo me. Nel percorso di crescita è chiaro che possa capitare di andare lontano, ma finché sei vicino il tuo luogo di nascita è bello e differente. Il cambiamento che mi ha portato da terzo portiere a titolare? È stato molto importante, perché in allenamento ti diverti con i tuoi compagni ma a un certo punto la situazione diventa un po’ stressante, dato che percepisci il miglioramento ma non puoi aiutare la squadra. Quest’anno sono molto contento di essere qui a Pordenone, ringrazio la società perché parliamo di una grandissima opportunità. Spero di dimostrare quello che valgo e dare una mano a questa compagine. La scuola friulana di portieri? Chissà, forse è il frico. Siamo abbastanza, sia in Serie A che in Serie B, è una cosa carina. Scuffet e Meret? Ci siamo allenati tanti anni insieme, di più con Alex perché è del mio anno. Ci siamo divertenti tanti, sono due ragazzi splendidi e simpaticissimi. Cercavo di stargli dietro, sapevo che prima o poi il mio momento sarebbe arrivato. Vivere in una città tranquilla come Pordenone per me è buono, dà serenità, elemento importante per un calciatore. Il fondamentale nel quale mi sento più bravo? A me piace la reattività, mi gasano i tiri da vicino, quando sei chiamato magari a una parata controtempo. L’espressione friulana che preferisco? Mandi, il saluto“

Sezione: Pordenone / Data: Mer 28 aprile 2021 alle 16:08
Autore: Stefano Pontoni / Twitter: @PontoniStefano
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