L'ospite della puntata di Udinese Tonight su TV12 di oggi, 19 gennaio, è Christian Kabasele. Il difensore bianconero ha commentato così la sconfitta contro l'Inter nell'ultima sfida di campionato: "Ci sono molte cose che potevamo fare meglio, siamo stati troppo timidi. Abbiamo sbagliato il pressing nel primo tempo: è stato troppo facile per loro, hanno sempre trovato le uscite. La cosa positiva è che all'intervallo era solo 0-1 e che siamo comunque rimasti in partita fino alla fine, pur non riuscendo ad essere pericolosi davanti a Sommer. Non è facile capire cosa non ha funzionato, non ci è stato chiesto di chiuderci dietro ma di pressare alto ed essere aggressivi".
"Non è una questione di coraggio, ma di crederci di più - ha continuato Kabasele - a volte quando giochiamo contro le big abbiamo troppo rispetto per loro, nelle volte in cui siamo stati più aggressivi abbiamo fatto bene. Dobbiamo credere che possiamo giocarcela contro ogni squadra. A metà febbraio l'anno scorso abbiamo fatto una serie di partite consecutive senza perdere: dobbiamo provare a replicare il filotto per poter fare un passo avanti".
La mancanza di un giocatore come Zaniolo si è fatta sentire, ma la squadra deve trovare altre soluzioni: "Non siamo riusciti a gestire bene il pallone, anche quando siamo riusciti a recuperarlo. Con Zaniolo in campo sarebbe stato diverso perché lui è molto bravo a tenere la palla anche quando raddoppiato o triplicato, ma non possiamo essere dipendenti da un giocatore come lo siamo stati lo scorso anno con Thauvin".
La prestazione di Atta non è stata positiva, complice anche una posizione poco adatta al suo tipo di gioco: "È un fuoriclasse, ha bisogno di toccare il pallone per sentirsi in partita. Dipende anche da noi, dobbiamo essere bravi a metterlo nelle condizioni per esprimersi al meglio. Il suo è un calcio di responsabilità, noi dobbiamo coprire e cercare di farlo rendere il più possibile".
Kabasele è tra i leader di questa Udinese e, dopo la conferma, ha mostrato grande autorevolezza sul campo: "Fa molto piacere essere rimasto, io lavoro sempre allo stesso modo sia che giochi sia che non giochi. Cerco di controllare quello che posso e dimostrare di essere una brava persona, solo così arriva quello che merito. Devo continuare così, sono soddisfatto di aver giocato molto, ma ogni allenamento devo dimostrare che posso aiutare la squadra e che merito di rimanere in campo".
"A quasi 35 anni quando vado in campo cerco di godermela, perché so che la mia carriera non sarà ancora molto lunga. Gioco con meno pressione, sono più tranquillo. Sia per me che per Padelli non conta l'età, conta quello che puoi fare sul campo: l'esperienza aiuta perché abbiamo vissuto molte situazioni diverse in campo e sappiamo come gestirle. Vale anche per i giovani: se sei bravo non conta l'età", ha raccontato il nazionale belga.
Sulla stagione, Kabasele ha detto: "È difficile capire come mai siamo la peggior difesa del campionato: presi singolarmente noi difensori abbiamo molta qualità. C'è qualcosa che non funziona al momento, ma paghiamo la partita di Firenze dove abbiamo subito 5 gol. Dobbiamo trovare delle soluzioni: in molte partite non abbiamo difeso male, ma abbiamo commesso qualche errore o disattenzione concedendo magari un rigore. Considerato il fatto che siamo la peggior difesa, la posizione in classifica potrebbe essere peggiore: secondo me occupiamo il posto che meritiamo".
Tra i suoi compagni di reparto c'è un giocatore che sta vivendo un momento complicato: "Kristensen è stato infortunato per molto tempo, ha saltato diverse partite e quando si ritorna non è facile ritrovare il ritmo. Ha molte qualità, è stato cercato da diverse squadre in estate perché ha la potenzialità per essere un grande difensore. È in un momento difficile ma penso sia parte del suo percorso di crescita".
Kabasele ha spiegato così la sua carriera in bianconero: "All'inizio ho fatto difficoltà perché non giocavo con continuità oppure fuori posizione. Anche il fatto di arrivare in un altro paese con una cultura diversa ha influito, ma le qualità le ho sempre avute, ho giocato molto in Premier League e sono arrivato anche in nazionale con il Belgio. Neanche per Messi quando è arrivato a Parigi è stato facile, dovevo trovare equilibrio sia nella vita sul campo che in quella fuori dal campo".
In chiusura due curiosità: "In allenamento il giocatore che mi mette più in difficoltà è Zaniolo che, pur non essendo molto fisico, è difficile da marcare. Anche Gueye è forte, forse quello che fa più gol e ha molte qualità: potrà essere importante se dovesse mancare Davis. Sono una persona molto calma, ma il VAR mi fa spesso arrabbiare: dovrebbe essere lì per aiutare gli arbitri ma spesso è lui stesso l'arbitro. Non aiuta nessuno, per me non ha senso mantenerlo".
Autore: Francesco Maras / Twitter: @francescomaras
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