La sfida di lunedì sera a San Siro si avvicina, e per analizzare i temi tattici di Inter-Udinese il Messaggero Veneto ha interpellato il doppio ex Antonio Paganin. Nel ripercorrere il blitz friulano dello scorso anno, Paganin ha sottolineato le differenze rispetto a quella vittoria, concentrandosi sulle peculiarità della formazione di mister Runjaic e su come i bianconeri possano impensierire l'undici di Chivu.

I valori attuali e l'harakiri nerazzurro 

Rispetto al successo colto a Milano nel settembre 2025, lo scenario è mutato. Paganin inquadra un'avversaria in salute in campionato ma reduce dalle scorie europee: "Allora alla squadra di Runjaic avevamo dato delle chance. Conquistò i tre punti con merito. I valori attuali sono leggermente diversi. L'Inter è una squadra forte, con un Chivu in panchina che ha dimostrato di saperci fare. La sua formazione è reduce da un harakiri calcistico a Madrid: ha voluto prendersi dei rischi e li ha pagati a caro prezzo. Ha voluto esasperare la costruzione dal basso avendo di fronte calciatori che hanno esplosività, capaci di venire a rubare palla".

Nonostante lo scivolone in Spagna, in Serie A i padroni di casa viaggiano a punteggio pieno: "L'Udinese troverà una formazione che è stata in grado di ribaltare l'incontro col Napoli: da uno svantaggio di 2-0 è passata al successo per 3-2. Questo ti fa capire la forza del collettivo di Chivu".

Le chiavi tattiche per l'Udinese 

Il focus dell'intervista si sposta poi su come l'Udinese possa scardinare le certezze dell'Inter. Secondo Paganin, la chiave sarà sfruttare gli sbilanciamenti offensivi dei milanesi: "E la formazione di Runjaic ha fisicità e sa giocare in campo aperto: i nerazzurri, in questo scenario, faticano a chiudere la distanza che viene a crearsi tra la difesa e il portiere Martinez. Non è una costante, ma questo si è visto nelle partite sinora giocate. Quando l'Inter farà la partita, l'Udinese dovrà essere brava a ribaltare il fronte".

In questo piano tattico, però, i bianconeri dovranno fare i conti con le proprie assenze. Sull'infortunio di Oumar Solet (fuori due settimane per una lesione al pettineo) e sull'assetto difensivo, l'ex giocatore non nasconde le difficoltà:"Un'assenza che può pesare. Ho avuto l'impressione che le partenze di Kristensen e Atta abbiano tolto qualcosa alla squadra, che aveva una identità precisa. Ora invece la sta trovando, anche se ha lo stesso allenatore. Un aspetto che ci può stare. L'Inter è invece nel pieno delle sue forze".

Infine, un avvertimento sui possibili cali fisici degli avversari, un fattore che l'Udinese dovrà essere pronta a capitalizzare: "Le energie spese nelle gara col Real di Champions League possono farsi sentire".

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Sezione: Gli ex / Data: Sab 12 settembre 2026 alle 13:06
Alessandro Vescini / Twitter: @alevescini00
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Alessandro Vescini
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Cresciuto a pane e sport negli anni 2000, racconto le realtà friulane tra campo e social. Il segreto? Mai smettere di aver voglia di imparare!