Sette stagioni all'Udinese, dal 1991 al 1999, fino a diventare capitano dei bianconeri. Alessandro Calori è uno di quei giocatori che in Friuli non si dimenticano e in questi giorni l'ex bianconero ha spento ben 60 candeline. In una lunga intervista al quotidiano Messaggero Veneto il classe '66 ha ammesso: "È un'età in cui fai un check up, controlli quello che hai fatto e quello che potresti ancora fare".

Il ricordo di Calori degli anni in bianconero

L'ex difensore bianconero parte dalla retrocessione, l'ultima dell'Udinese: "Partimmo male, facemmo una lunga rincorsa che pagammo nelle ultime gare. Però quella stagione fu una sorta di preparazione a quanto sarebbe accaduto poco dopo e mi riferisco alla crescita della società. Zaccheroni? È stato colui che ha curato i particolari della nostra crescita. Ha costruito una squadra che le grandi non avevano piacere di affrontare. Bierhoff? Siamo stati compagni di camera per tre anni. Quando andò all'Europeo non giocava, mi chiamava e io cercavo di tranquillizzarlo. Erano parole da amico, poi segnò la doppietta nella finale e fui uno dei primi con i quali volle condividere la sua gioia".

Poi una serie di domande botta-risposta sulla sua carriera in generale: "L'avversario più forte che ho marcato? Non posso scegliere tra Ronaldo e Van Basten. I tre compagni di squadra più forti per reparto? Materazzi, Pirlo e Baggio. Se sono mai stato vicino alla panchina dell'Udinese? No, ma confesso che mi sarebbe piaciuto tornare in qualunque veste. La partita da incorniciare? Udinese-Ajax".

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Sezione: Gli ex / Data: Lun 31 agosto 2026 alle 09:47
Alessandro Di Lenarda
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Alessandro Di Lenarda
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Italianista e amante dello sport, ho trovato nel giornalismo la combinazione ideale per dare sfogo quotidianamente alla mia passione.