29 settembre non è una data banale, anzi, è forse tra le più celebri del calendario, se non si contano quelle segnate in rosso. Resa indimenticabile dalla canzone dell'Equipe 84 sulle note di Battisti e il testo di Mogol, ha assunto un significato importante anche nella storia della pallacanestro udinese. Era infatti il 29 settembre 2017 quando l'APU giocava la prima partita della sua storia al rinnovato PalaCarnera dopo l'esilio a Cividale.

Flashback al 2017

Era la prima giornata del campionato di Serie A2 2017/18 e all'impianto dei Rizzi arrivava una delle squadre più popolari del panorama cestistico italiano, la Fortitudo Bologna. Per i bianconeri si trattava della seconda annata giocata in quella categoria, mentre i felsinei erano arrivati un anno prima, ma entrambe avevano lo stesso obiettivo: riportare una città dalla grande tradizione nel basket che conta. In panchina si sfidavano due allenatori che hanno rappresentato molto per Udine come Lino Lardo e Matteo Boniciolli, in campo invece erano Dykes e Veideman a dare battaglia a Legion e McCamey. Sul parquet - ma con la maglia di Bologna - anche Pini e Italiano, che avrebbero poi vestito il bianconero, e un giovane Diop iniziava a mostrare tutto il proprio talento.

La festa per la riapertura del palazzetto veniva parzialmente rovinata da una Effe più solida dei padroni di casa, che conquistava i due punti vincendo per 71-76. I 3.425 spettatori che occupano ogni settore hanno potuto però respirare nuovamente sprazzi di grande basket tornato in città. A fine stagione, dopo aver terminato la regular season al quarto posto dietro a Trieste, Fortitudo e Treviso, Udine per la prima volta centra i playoff di A2, arrendendosi di fronte alla Junior Casale ai quarti di finale. Seguono poi cinque stagioni consecutive nella post season (nel 2019/20 non si è giocata) e nella sesta la tanto attesa promozione. 

Casa, ancora una volta

Il salto temporale al presente racconta di un PalaCarnera vero e proprio fortino bianconero, sempre gremito dai tifosi e temuto dalle squadre avversarie. Le varie versioni delle squadre bianconere l'hanno reso difficile da espugnare anche nella massima serie, conquistata due stagioni fa e custodita nella scorsa. Ogni elemento che compone la casa del basket targato APU trasuda storia, pallacanestro e i grandi campioni che l'hanno vissuto. Il 29 settembre di Mogol parla di tradimento, quello dei bianconeri parla invece di un amore viscerale che non si esaurirà mai.

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Sezione: Focus / Data: Mar 29 settembre 2026 alle 19:17
Francesco Maras / Twitter: @francescomaras
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Francesco  Maras
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Appassionato fin da piccolo di sport e comunicazione, collabora con Tuttoudinese.it seguendo soprattutto il basket. Tra articoli, interviste e contenuti multimediali, racconta le storie e i protagonisti dello sport del territorio, convinto che dietro ogni partita ci sia sempre qualcosa di più del risultato finale.