Tempo di bilanci in casa Udinese. Mentre la prima squadra inizia a progettare il proprio futuro, è il momento di valutare il vivaio del club friulano.  E chi potrebbe dare un giudizio valido, se non il responsabile del settore giovanile Alberto Cavagnis? Ad inizio stagione ha raccolto la pesante eredità di Paolo Poggi, ma i risultati sono stati ugualmente brillanti.

Alberto, come valuti questa stagione? Il bilancio è positivo?

“Posso iniziare ringraziando la società per l’opportunità che mi ha dato. Lavorare per un club così blasonato come l’Udinese è un grandissimo onore. Poi, per quanto riguarda il bilancio, credo sia positivo. Dalle categorie nazionali a quelle sperimentali e regionali sono arrivate sicuramente diverse soddisfazioni. Con i 2001 e 2002 siamo riusciti ad arrivare alla fase finale. Tra l’altro, con i 2001, siamo stati eliminati domenica pur vincendo a Trigoria, dove nessuno aveva mai vinto in questo campionato. Purtroppo abbiamo sbagliato la partita di andata, ma il percorso è stato più che positivo. I 2002 hanno fatto un campionato strepitoso: hanno totalizzato 50 punti, chiudendo dietro a squadre molto più blasonate. Purtroppo sono stati eliminati ai rigori dal Novara. Nel calcio c’è anche questo. A scendere, i 2003 e 2004 hanno fatto i loro campionati di competenza. I 2005 sono un gruppo che si sta distinguendo nei tornei. Al di là delle vittorie, ci sono prestazioni importanti. Anche tra i più piccoli abbiamo elementi validi. Inoltre, diversi giocatori sono andati nelle rispettive nazionali e parlo di diversi ragazzi, alcuni dei quali sono stati convocati dalla Nazionale albanese, anche se sotto età. Al primo raduno under 15 abbiamo dato 6 giocatori. C’è il portiere Gasparini, che ha avuto modo di farsi notare anche con la nostra Primavera. Abbiamo avuto l’esordio di Crespi, portiere 2001. Penso che la stagione sia più che positiva. Ovviamente nel calcio non ci si può fermare. Bisogna ripartire e cercare di migliorarsi”.

Per la prossima stagione quali sono gli obiettivi principali?

“Si riparte da ciò che si è costruito. Bisogna alzare l’asticella, cercando di migliorare i traguardi raggiunti quest’anno. Dobbiamo provare a raggiungere le tre categorie nazionali di playoff,  dare più giocatori possibili alla Primavera e alle Nazionali. Quelli sono i nostri obiettivi. Il settore giovanile deve valorizzare i giovani che ha a disposizione. Noi cerchiamo di valorizzarli per il nostro club. Se ci sarà spazio per le Nazionali, ancora meglio”.

Parliamo di te. Cosa vuol dire relazionarsi con questi giovanissimi ogni giorno?

“Sono uno che cerca di vivere la quotidianità. A volte la parola, il dialogo, la pacca sulla spalla ed il consiglio sono importanti. Nel momento in cui il sogno di uno di questi ragazzi si realizza, il cammino fatto insieme vale più di ogni altra cosa. È molto gratificante, specialmente per il rapporto che si instaura a livello umano. La soddisfazione è loro e per me questo è motivo di gioia. Se loro raggiungono ciò che si sono prefissati fa molto piacere. Lo stesso vale per gli allenatori”.

Qual è l’aspetto più complicato del tuo lavoro?

“Sicuramente è la gestione della quotidianità con ragazzi e staff. È necessario condividere il più possibile e dare professionalità a favore dei ragazzi. Nel caso specifico dei giocatori, bisogna seguire la loro crescita caratteriale. È un aspetto importante. Noi li viviamo nel centro sportivo. Cerchiamo di dargli input precisi. Poi loro hanno la loro vita sociale. E poi c’è tutto l’aspetto coordinativo dell’intero settore. Bisogna curare i rapporti con le altre società. Il lavoro di un responsabile a 360 gradi verte sia sulla parte coordinativa, sia nella gestione degli spogliatoi”.

Cosa si può migliorare di questa stagione?

“Si può fare sempre meglio. Non ho grossi rimpianti. Per potenzialità e per singoli ragazzi, avrei sperato che i 2000 potessero avere più soddisfazioni per tutti i sacrifici fatti. Assolutamente nessun tipo di rimpianto per il resto”.

In base al materiale umano che hai a disposizione, secondo te, c’è la possibilità che anche ad Udine un 2000 faccia il debutto in prima squadra?

“Su questo non mi esprimo. Sono scelte che valutano gli altri. Io mi concentro sui nostri gruppi. Sono contento e felice se qualcuno mi contatta per avere informazioni su un ragazzo. Se i miei giocatori, un domani, avranno la fortuna di esordire in prima squadra, ne sarò assolutamente fiero perché vorrà dire che abbiamo lavorato bene”.

Sezione: Esclusive / Data: Ven 09 giugno 2017 alle 09:00
Autore: Federico Mariani
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