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Una vittoria per Gotti

Tira una brutta aria in casa Udinese. Le voci che fuoriuscite dal palazzo negli ultimi due giorni non fanno stare tranquilli i tifosi bianconeri. Gotti rischia e non poco e questo pomeriggio al Friuli arriva il Napoli.  Un...

Stefano Pontoni

Tira una brutta aria in casa Udinese. Le voci che fuoriuscite dal palazzo negli ultimi due giorni non fanno stare tranquilli i tifosi bianconeri. Gotti rischia e non poco e questo pomeriggio al Friuli arriva il Napoli. 

Un mese fa, l'Udinese erano una delle squadre del momento. Ora continua a esserlo, in negativo però. Dalle vittorie convincenti contro Lazio e Torino sembra essere cambiato tutto. 3 punti nelle ultime cinque giornate non solo hanno rallentato il cammino dei bianconeri verso una salvezza tranquilla ma hanno riavvicinato anche la tanto temuta zona rossa. Chi sta dietro ha cominciato a correre (vedi per ultima la vittoria del Genoa contro il Bologna) e il calendario da qui al giro di boa è in salita.

Un'involuzione, quella bianconera, che va oltre le assenze. Vero che di mezzo si sono messi anche gli infortuni (Pussetto out tutta la stagione, Nuytinck e Okaka torneranno soltanto a febbraio, ko per almeno un mese anche Forestieri e Deulofeu è diventato un mistero) ma alcuni giocatori sembrano non azzeccarne più una. Partite e punti buttati via e la sensazione che la classifica, senza certi errori individuali clamorosi, sarebbe potuta essere diversa. 

La società ha fatto capire a giocatori e staff che così non va bene, che si deve fare di più. Ieri il Paròn Pozzo è sceso nello spogliatoio per cercare a modo suo di dare la carica, di stimolare un gruppo apparso con la spina staccata nelle ultime partite. 

Serve una svolta, una vittoria scaccia crisi che riporti un po' di serenità, che permetta a Gotti di lavorare senza sentirsi continuamente in bilico. Qualcuno lo avrebbe già voluto cambiare (e i sondaggi con D'Aversa - ora al Parma -, Semplici e Stramaccioni sono stati fatti) ma a Londra, convinti delle qualità del tecnico adriese, si è deciso per il momento di prendere tempo.

Che le colpe non siano tutte ascrivibili a Gotti è chiaro a noi ma anche a chi comanda. Non è colpa dell'allenatore se si perdono gli uomini in area di rigore, se davanti alla porta si fallisce la più clamorosa delle occasioni. Gotti è l'unico negli ultimi anni ad essere riuscito a dare un identità e un gioco alla squadra, a maturare alcuni giocatori (De Paul su tutti), l'unico a rappresentare uno squarcio vero di speranza per il futuro. L'ennesimo cambio in panchina sarebbe un errore gravissimo. 

Ora  gli servono punti, fin da questo pomeriggio. Una vittoria per Gotti allora, per ricominciare quel cammino che si è improvvisamente interrotto.