Quello dell’Udinese è un caso che fa scuola già da moltissimi anni. Numerosissimi osservatori sguinzagliati ai quattro angoli del globo alla ricerca di giovani talentuosi da valorizzare per poi capitalizzare gli investimenti ed alimentare nuovamente il processo. I friulani rappresentano il fiore all’occhiello dell’Italia “pallonara”. Sotto la guida della famiglia Pozzo e la gestione tecnica di Guidolin, il numero di campioni maturati e poi sbocciati all’ombra del Castello è lunghissima e gli ultimi casi dei vari Sanchez ed Handanovic rappresentano la punta dell’iceberg.
Tuttavia, al termine della stagione appena archiviata, i bianconeri si ritrovano con la proverbiale gallina dalle uova d’oro fra le mani. Basta fare un semplice raffronto con la valutazione dell’intero organico della scorsa estate e confrontarlo con quello odierno: dai 50 milioni di valore complessivo si passa agli 87 di questi giorni. Non poco hanno inciso le ottime prestazioni fornite dai bianconeri nell’ultimo scorcio di campionato, culminato con la qualificazione in Europa League dopo il 2-5 rifilato all’Inter.
Diversi sono i casi emblematici. Si parte dal portiere: Zeljko Brkic fu prelevato due anni or sono dal Vojvodina pagando il cartellino un milione e mezzo di euro. Ad oggi, la quotazione è andata raddoppiandosi. Mehdi Benatia è sicuramente il pezzo più pregiato di tutta la rosa: il marocchino fu scovato tre anni fa nel Clermont, formazione militante nella Ligue 2 francese. Nelle casse del club transalpino furono versati 500 mila euro e la prospettiva è di venderlo a circa tredici milioni. Non male.
Il futuro di Dusan Basta è lontano da Udine? Probabile. Tuttavia, a guadagnarci, saranno principalmente i bianconeri. Il nome del serbo è nella lista dei preferiti dell’Inter ed i nerazzurri dovranno fare un autentico sforzo economico (almeno sette milioni di euro) per assicurarsi le sue prestazioni. In pochi avrebbero scommesso il giorno del suo arrivo, nel 2008, quando fu prelevato dalla Stella Rossa di Belgrado per circa un milione e mezzo di euro. Dopo una breve parentesi a Lecce, il biondo terzino ha preso possesso della fascia destra, lasciandola solo a seguito di qualche incidente di percorso. E pensare che qualcuno, tempo fa, lo aveva già bollato come “bidone”.
Anche quello di Danilo è un caso-scuola. Due anni fa, il centrale brasiliano è stato prelevato dal Palmeiras per tre milioni di euro. Oggi il suo cartellino è valutato circa dieci milioni di euro, a fronte di un ingaggio di “soli” 400 mila euro. Così come per Brkic. Il mediano Emmanuel Badu, portato in Italia da Claudio Vagheggi dopo la chiusura dell’affare con l’Asante Kotoko per 250 mila euro, ha una valutazione di circa tre milioni.
Le vere sorprese, tuttavia, sono due. La prima è Allan. Ed è stata una grandissima sorpresa anche per gli stessi friulani, visto che il suo nome non è mai comparso nelle liste UEFA. Il mediano, classe 1991, è stato acquistato per circa tre milioni di euro. Se il suo valore è già raddoppiato, non osiamo immaginare cosa potrà accadere quando, presumibilmente, verrà ceduto nell’arco di un paio d’anni. L’Udinese potrebbe avere fra le sue mani una vera e propria miniera d’oro.
La stessa che si ritrova crescendo il talento di Piotr Zielinski, polacco classe 1994, appena convocato dalla nazionale maggiore per le partite di qualificazione al Mondiale di Brasile 2014. È stato acquistato per soli 100 mila euro e, dopo poche ma convincenti apparizioni, il suo valore è già triplicato.
La stessa cosa vale per Gabriel Silva. Il cursore mancino è arrivato nell’anonimato generale ma, nel corso dell’annata, ha strappato la maglia da titolare dalle spalle di Giovanni Pasquale, diventando inamovibile. Anche in questo caso, la valutazione del cartellino è andata raddoppiandosi: a fronte della cifra versata all’atto dell’acquisto (500 mila euro), i friulani hanno visto il suo valore lievitare, sino a superare il milione di euro.
Dulcis in fundo. Il talento cristallino di Luis Muriel è indiscutibile e su di lui si concentrano le attenzioni dei maggiori club d’Europa. Per acquistare l’attaccante colombiano sono necessari almeno 28 milioni di euro. La società friulana, tuttavia, non se ne vorrà disfare in vista del prossimo campionato per far sì che il suo processo di maturazione giunga a conclusione.
Stesso discorso vale per Roberto Maximiliano Pereyra, letteralmente esploso durante il torneo appena archiviato. Lo scorso anno, l’Udinese ha versato due milioni di euro nelle casse del River Plate per assicurarsi il centrocampista e dopo un anno di rodaggio, la consacrazione. Guidolin lo manda sempre in campo e l’argentino risponde con cinque marcature, tanta corsa e moltissima qualità. Anche la valutazione del suo cartellino supera la doppia cifra, ma “El Tucumano” rappresenterà uno dei punti di forza dell’Udinese del prossimo anno.
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