“É inutile che ci giriamo intorno. É lì la crescita: bisogna crescere sulla personalità e sulla responsabilità di fare giocate più incisive. Questo è quello che sto cercando di dire ai ragazzi”. Non usa mezzi termini Andrea Sottil nel post-partita di Torino-Udinese, occasione in cui il tecnico a rischio esonero prova a spiegare il momento no che continua a protrarsi per troppo tempo in casa bianconera.
"Se vogliamo fare uno step in più per alzare l'asticella non dobbiamo prendere quei gol lì (vedi Karamoh) perché quel gol è una situazione che noi alleniamo tanto in settimana. Sapevamo di queste "bastonate" dentro, bisognava marcare meglio. Sono dettagli che curiamo sui video, negli allenamenti individuali. C'è tanto lavoro da fare e pressione sulla palla, bisogna pressare quel tipo di palla lì perché stai giocando a Torino contro il Toro. Tanti palloni dovevano essere giocati con più impeto, con più decisione, con più personalità". È questa le crescita di cui parla Sottil. Quello che forse sta venendo meno alla squadra sono le motivazioni mentre affiora, ormai da troppo, un senso di appagamento.
Intanto qualcuno scomoda la stagione 2000-2001, quando i friulani iniziarono il torneo con un ritmo da Champions salvo poi conquistare la salvezza all'ultima giornata con un gol di Roberto Muzzi. In panchina c’era De Canio, poi sostituito da Spalletti. Ma lo scenario e la stagione che sta vivendo Sottil non possono essere equiparate alle paure del campionato vissuto oltre vent’anni fa. L’aria è cambiata nonostante il ritiro pre-Sassuolo sia la cartina al tornasole del momento delicato. Di certo il destino dell’Udinese firmata Deulofeu (uno dei migliori in A per assist e occasioni create) non fa rima con retrocessione, sebbene qualcuno parli di esonero del tecnico. Ma tutto è in divenire.
Statisticamente i friulani vengono quotati molto spesso come favoriti per i singoli match. Lo si evince chiaramente dalle quote dei siti scommesse italiani, che hanno ovviamente declassato i bianconeri dalla lista dei favoriti per lo scudetto, nella quale erano stati sorprendentemente inseriti a inizio stagione, quando Udine conquistò quattro vittorie consecutive e due pareggi nelle prime sei gare, asfaltando Roma e Inter. Poi la crisi: dieci gare senza vittorie fino allo scivolone interno con il Bologna hanno attivato il campanello d’allarme.
“Senza la penalizzazione inflitta alla Juventus l'Udinese sarebbe decima, con prospettive non rosee, vista pure l'assenza di Deulofeu, operato al ginocchio destro a Villa Stuart. Ma le scuse non servono. Anzi, sono deleterie. La squadra deve invece rimboccarsi le maniche per tamponare l'emorragia di risultati, che non sono quelli sperati. Continuando di questo passo, anche Sottil potrebbe pagare, come accadde al suo maestro”. Parole dure, quelle di De Canio che probabilmente servono solo a spronare l’ambiente, per non buttare quanto di buono fatto finora da Beto & co. Proprio per questo sottolinea: “L'Udinese ha concrete possibilità di rimanere in corsa per il pass della Conference League”. Sulla stessa linea d’onda un altro ex del passato friulano, Alberto Zaccheroni, che intervistato da Il Messaggero Veneto ha rimarcato la possibilità che l’Udinese resti competitiva in quella fascia di classifica in chiave Conference: “Io continuo a dire Udinese e non solo per questione di cuore”.
Serve cinismo e maggiore concretezza, l’abilità di buttarla dentro ad ogni occasione utile. Nulla è perduto. Personalità, coraggio e responsabilità sono le parole chiave su cui dovrà puntare l’undici di Sottil nelle gare che restano fino a fine campionato. Con un Milan in caduta libera, una Juventus di rincorsa e un Torino alla propria portata, l’Udinese potrebbe tentare di scompaginare i giochi anche con un pizzico di fortuna.
Il tecnico friulano deve tornare ai principi di gioco iniziali della sua Udinese, all’intensità stile Premier che aveva caratterizzato la squadra nelle primissime uscite di campionato. Viene da chiedersi quindi se sia un problema puramente fisico del collettivo. Deve riorganizzare l’undici iniziale in modo da occupare gli spazi con grande intelligenza e senza troppi riferimenti agli avversari: un 3-5-2 moderno, meno schematico e prevedibile, quello che ha abbattuto Roma e Inter. Tornare ad attaccare in modo diretto e verticale, sfruttare le catene laterali dove agisce generalmente Pereyra. Ritrovare la densità, avvicinare gli uomini di maggior qualità negli spazi stretti, ritrovare l’estro e il fiuto del gol dell’avanti Beto.
Il futuro dell’Udinese post-Sassuolo alla Dacia Arena passa per Spezia, Milan, Monza, Cremonese, Napoli, Sampdoria, Lazio e Juventus. Un calendario, quello casalingo composto al 50% di gare abbordabili e per l’altra metà di impegni complicati. Teoricamente, dodici punti potrebbero essere in cassaforte. Ma solo se la squadra di Sottil riuscirà a ritrovare se stessa: cinismo, concretezza, personalità e senso di responsabilità.
Stefano Pontoni / Twitter: @PontoniStefano
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