Una settimana fa l’Udinese usciva da Marassi con le ossa rotte, irriconoscibile principalmente dal punto di vista della solidità difensiva. Preoccupava la classifica e si rincorrevano le voci riguardanti un cambio in panchina. Il tempo era poco perchè in settimana la squadra avrebbe dovuto affrontare l’Atalanta prima e l’Inter poi. Così fiducia, a detta di tutti “a tempo”, visto gli avversari, a mister Gotti.

Ad una settimana di distanza le preoccupazioni sulla classifica restano ma si può dire che l'Udinese si sia ritrovata e che Gotti abbia “ripreso possesso” della panchina: due pareggi contro due avversari nettamente superiori.

Era importante ritrovare quella solidità difensiva che negli ultimi anni ha contraddistinto la squadra friulana e dati alla mano così è stato perché, ad oggi, Atalanta e Inter hanno rispettivamente il secondo e il primo attacco del campionato e l’Udinese nel doppio confronto ha subito un solo gol dai bergamaschi.

Ieri pomeriggio dunque Lukaku e compagni sono rimasti a bocca asciutta, complice una grande prova difensiva della squadra di Gotti. Ciò che ha colpito di più è stato lo spirito di sacrificio, la dedizione e la concentrazione con cui i giocatori in maglia bianconera hanno interpretato la gara nel corso dei 90 minuti. É vero che ci è voluto l’ormai consueta paratona di Musso al minuto 23 ma è altrettanto vero che l’Inter ha avuto un predominio territoriale che non si è quasi mai trasformato in azioni veramente pericolose.

Alla fine della gara Conte si è lamentato del gioco molto spezzettato in linea con la mentalità difensiva dell’Udinese. Facendo un paragone, per certi versi percorribile, è stata un’ Udinese “cholista” dove le singolarità sono state sacrificate in favore della collettività. Attenzione a livelli massimali e anche i giocatori più tecnici e talentuosi hanno partecipato alla fase difensiva con dedizione e sacrificio. Non che i vari De Paul, Pereyra, Deulofeu o chi per loro non lo abbiano mai fatto in stagione, ma ieri c’è stato uno spirito combattivo ancor più accentuato, con una voglia e una fame di portare a casa quantomeno un punto. 

Molti, per lo più non addetti ai lavori, hanno criticato questo modo di giocare. Ma come, non era così bello il cholismo dell’Atletico Madrid? Bello o no, ognuno avrà la sua idea. Sicuramente però ha una sua efficacia. Lo testimoniano i risultati dei colchoneros e, nel suo piccolo, la partita dell’Udinese. Miglior attacco della Serie A disinnescato, Lukaku e Lautaro imbrigliati.

Detto questo però bisogna limitare gli entusiasmi in casa friulana: la classifica non è buona e i limiti in attacco restano un problema. A tal proposito si attendono sviluppi dal mercato. 

Un buon punto per il morale e per la stabilità dell’ambiente, nota positiva il recupero di Nuytinck e la già citata solidità ritrovata. Come ha scritto Musso su Instagram al termine della gara “importante tornare alla porta inviolata”, ora però serve continuità.

Sezione: Primo Piano / Data: Dom 24 gennaio 2021 alle 09:15
Autore: Alberto Artico
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