Che mercato è stato?

04.09.2019 08:00 di Stefano Pontoni Twitter:    Vedi letture
Che mercato è stato?

Come consuetudine, per tracciare il bilancio al mercato dell'Udinese mi sono preso 24 ore di tempo. Dopo un giorno di riflessione posso dire che sì, sono soddisfatto. Chi mi legge da tempo sa quanto sono critico, quanto spesso non condivido le mosse societarie, ma questa volta il mio è un sì convinto, ben s'intenda.

Perché? In primis perché abbiamo trattenuto i nostri migliori giocatori. Sembra impossibile, perché l'Udinese storicamente ogni estate cede i suoi pezzi più pregiati. E' sempre stato così, a fine campionato il tifoso friulano è stato costretto a dire addio ad almeno un gioiello. Quest'anno invece la società ha deciso di non cedere alle lusinghe dei club metropolitani. Qualcuno mi dirà che in realtà De Paul, Lasagna, Pussetto, Musso non li voleva nessuno, che il loro prezzo era surreale. No, non sono rimasti a Udine per mancanza di acquirenti, le offerte c'erano, sono rimasti perché la società ha deciso di non svenderli. E' stato fissato un prezzo (per me giusto visto le cifre che circolano) e da lì non ci si è mossi. Ok, sarà anche una strategia societaria per puntare ad incassare di più tra dodici mesi ma a beneficiarne è sicuramente la squadra. Vi immaginate come sarebbe stata un'Udinese senza Juan, Kevin, Rodrigo e Nacho?

Prendo De Paul tra tutti. Lo voleva a tutti i costi la Fiorentina? Pagava 35 milioni e se lo portava a Firenze. Regali a Udine non si fanno, ripeto quanto scritto qualche settimana fa dare moneta vedere cammello. Quella bianconera è una bottega cara? Guardatevi altrove. Il fatto di poter contare per ancora una stagione sul diéz, su un titolare della nazionale argentina che in molti ci invidiano, per me è un vantaggio. Qualcuno non sarà d'accordo (nel calcio è giustissimo avere opinioni diverse) ma di giocatori con il tocco di palla e l'estro di Rodrigo io sinceramente ne vedo davvero pochi in giro. RDP quindi preferisco averlo in squadra che contro. E' rimasto motivato, questo è l'importante.

Capitolo acquisti. Serviva spendere? Siamo realisti, sappiamo tutti qual è la politica della società. Non sono state spese cifre importanti nemmeno negli anni della Champions. Inutile quindi sperare che la politica cambiasse all'improvviso. Si è speso poco, critica corretta, ma si è comprato abbastanza bene. Jajalo era il miglior regista della B, l'abbiamo portato a Udine a costo zero. Sono bastate due sole partite per capire che è stato un affare, finalmente abbiamo trovato quel regista che mancava da anni. Dal Palermo preso anche Nestorovski, un attaccante per il quale Zamparini ci chiese oltre 15 milioni, preso gratis. Mossa intelligente sfruttare il fallimento dei rosanero. Pure Becao, altro a basso costo, è un buon prospetto. Esperienza in Champions, fisicità importante, sono sicuro che il gol al Milan sia soltanto un inizio. Di Walace, sul quale si è investito qualche soldo, dicono un gran bene, speriamo sia così. 

Dal Watford solo gli scarti? Sema vedremo che saprà dare, non crociefiggiamolo dopo una partita. Il ritorno di Okaka per me è positivo, Stefano è un buon attaccante, l'abbiamo imparato la scorsa stagione. Lasciamo che la cuginanza forzata con il Watford che tanto ci ha tolto negli anni qualcosa ci torni. 

Sono molto meno soddisfatto invece di come si sia gestita la questione esterni: venduto Pezzella serviva assolutamente un latarale sinistro ma non è arrivato nessuno. Una falla che mi auguro venga tappata a gennaio perché Samir l'esterno non lo può fare, perché Pussetto in quel ruolo è sprecato. Questo il vero errore del mercato bianconero. Non capisco nemmeno l'acquisto di Cristo. Piaceva tanto, doveva essere un potenziale talento per il futuro, dopo pochissimo lo si è messo alla porta. Valutazione sbagliata?

In chiusura le cessioni: per la partenza di Behrami, Sandro, Hallfredsson, Badu, Perica, Scuffet, Balic, Matos nessuno si strapperà i capelli. Giocatori che, ognuno per i suoi motivi, erano arrivati al capolinea della loro esperienza a Udine. 

E' stato un mercato normale, fatto nella maniera più intelligente possibile per quelli che erano i mezzi a disposizione. E' stato il primo mercato di Pierpaolo Marino, direttore sportivo in cui ripongo massima fiducia. Voto positivo, almeno per me. Poi sarà al campo a dirci se davvero quella che si è costruita è una buona o una cattiva Udinese. Ora spazio solo e soltanto al calcio giocato.