L’intuizione di Kosta Runjaic potrebbe aver dato una nuova dimensione ad Arthur Atta, che nel ruolo di playmaker ha fatto la differenza all’Olimpico contro la Lazio. Due gol, qualità diffusa e la sensazione di poter incidere in ogni zona del campo da un momento all’altro. Il francese ha sfornato la miglior prestazione da quando veste la maglia bianconera, ma la domanda resta: lo rivedremo in quella posizione da qui a fine stagione?

Una scelta nata dall’emergenza. L’Udinese si è presentata a Roma senza Karlstrom, uno degli insostituibili del tecnico tedesco, che finora non aveva mai rinunciato al suo capitano. In un primo momento sembrava dovesse essere Piotrowski a sostituirlo, ma la decisione di Runjaic ha sorpreso tutti e si è rivelata vincente. Atta ha dato piena disponibilità a ricoprire un ruolo inedito, senza tradire le aspettative e mostrando subito grande naturalezza.

Che Atta sia abile con il pallone tra i piedi non è una novità, ma restavano dubbi sulla sua capacità di garantire ordine e tempi di gioco. Dubbi spazzati via all’Olimpico: tanti palloni toccati, personalità e coraggio nel cercare sempre la giocata in avanti, anche a costo di commettere qualche errore. Per una delle prime volte in stagione, l’Udinese ha avuto un vero raccordo tra difesa e attacco, e non a caso ne è uscita una delle prestazioni più pulite sul piano tecnico.

Testa alta e verticalità sono state le chiavi. Pochi passaggi per arrivare alla porta, movimenti continui senza palla e un Atta capace di trovare sempre la soluzione giusta. A questo si aggiunge la capacità di inserimento: la doppietta non è casuale, ma il naturale risultato di una prestazione completa. La gara dell’Olimpico ha messo in luce tutte le qualità del francese, dimostrando come possa essere incisivo anche partendo da una posizione più arretrata.

E ora? I numeri delle ultime settimane premiano il classe 2003, autore di tre gol e un assist nelle ultime tre uscite: quella concretezza tanto richiesta sta iniziando ad arrivare. Il passo successivo sarà la continuità, condizione necessaria per ambire a un livello superiore. La decisione, però, spetta a Runjaic: insistere su una soluzione che ha funzionato o tornare alle gerarchie precedenti? Molto dipenderà anche dal rientro di Karlstrom, ma una cosa è certa: con questo Atta, il problema non è più trovare spazio, ma capire come sfruttarlo al meglio.
 

Sezione: Primo Piano / Data: Gio 30 aprile 2026 alle 08:30
Autore: Alessio Galetti
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