Piermario Morosini: sono passati sei anni, ma il ricordo batte ancora forte. Chiunque ami il calcio, e anche chi non lo segue, quel 14 aprile 2012 si fermò a riflettere di fronte alle terribili immagini che arrivano dallo Stadio Adriatico di Pescara. Si giocava un Pescara-Livorno qualsiasi che però diventerà indimenticabile per l’addio di un ragazzo splendido e tanto sfortunato.

Piermario Morosini 6 anni dopo

Siamo al minuto trenta di una partita che ha sbloccato Federico Dionisi per gli ospiti. Piermario Morosini si accascia a terra, prova a rialzarsi, lotta, ma non ce la fa. E’ un combattente, ha grinta, l’ha dimostrato sempre, ma questa battaglia è più grande di lui. Inizialmente sembra un semplice giramento di testa, ma poi la situazione precipita e tutti i suoi compagni lanciano l’allarme.

L’arrivo disperato dei soccorsi, i calciatori che piangono disperati, qualcuno sugli spalti inizia a capire cosa sta accadendo. Piermario Morosini non si alzerà più in piedi, vicino all’angolo sinistro dell’area di rigore di sinistra dello Stadio Adriatico camminerà per l’ultima volta, respirerà per l’ultima volta, chiuderà gli occhi per non aprirli mai più.

Dopo le polemiche e la giusta battaglia per cambiare le regole, per rendere i defibrillatori oggetto più conosciuto e che può salvare la vita. Un dolore immenso per tutto il paese, ancor più per noi tifosi bianconeri che il Moro lo avevamo visto crescere, ma un ricordo indelebile di un ragazzo per bene col sorriso sempre stampato sulle labbra nonostante la vita lo abbia privato di tante cose. La determinazione era riuscito a portarlo in alto, ma Piermario per il ragazzo splendido che era avrebbe meritato molto molto di più. Il suo sorriso continuerà a splendere sempre e comunque, anno dopo anno, mese dopo mese. Nessuno potrà mai dimenticarsi di lui e di quella che è stata una tragedia che dovrebbe aver insegnato qualcosa di veramente molto importante.

Sezione: Primo Piano / Data: Sab 14 aprile 2018 alle 09:23
Autore: Stefano Pontoni / Twitter: @PontoniStefano
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