Spesso ci si interroga sulla qualità del calcio italiano e sui continui spezzettamenti che rallentano il ritmo delle partite. Tuttavia, guardando in casa Udinese, le prime due uscite stagionali offrono un'inversione di tendenza netta e incoraggiante. I dati sul tempo effettivo di gioco diffusi per le prime due giornate di Serie A premiano a pieni voti la formazione guidata da Kosta Runjaic.

Prima Giornata: Udinese-Como sul podio della Serie A 

All'esordio stagionale contro il Como, la sfida del Bluenergy Stadium ha fatto registrare ben 62 minuti e 1 secondo (62'1'') di gioco effettivo. Un dato rilevante che ha posizionato Udinese-Como al terzo posto assoluto di tutta la 1ª giornata per continuità di gioco, alle spalle soltanto di Atalanta-Sassuolo (66'19'') e Genoa-Napoli (64'43''), e nettamente staccata da gare rimaste sorde e spezzettate come Bologna-Lazio (appena 50'37'').

Seconda Giornata: la conferma contro il Monza 

Chi pensava a un caso isolato si è dovuto ricredere nella seconda uscita sul campo del Monza. In Brianza, il cronometro del tempo reale si è fermato a 62 minuti e 6 secondi (62'6''), confermando un'identica e impressionante costanza di rendimento. Mentre su altri campi si è giocato persino sotto la soglia dei 50 minuti (come il risicato 48'57'' di Fiorentina-Frosinone), l'Udinese ha mantenuto standard elevatissimi.

Questi numeri non sono casuali. Raccontano la volontà precisa del tecnico tedesco di proporre un calcio verticale, dinamico, con transizioni rapide e poche proteste o interruzioni inutili. L'Udinese cerca di tenere il pallone in movimento, accetta il duello fisico senza cercare costantemente il fallo e mantiene la squadra corta.

Un atteggiamento 'europeo' che non solo fa bene al coefficiente di spettacolarità delle gare dei bianconeri, ma che dimostra anche l'ottimo livello di tenuta atletica raggiunto dalla rosa in questa prima fase di stagione.

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Sezione: Notizie / Data: Lun 07 settembre 2026 alle 10:24
Alessandro Vescini / Twitter: @alevescini00
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Alessandro Vescini
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Cresciuto a pane e sport negli anni 2000, racconto le realtà friulane tra campo e social. Il segreto? Mai smettere di aver voglia di imparare!