In occasione del media day organizzato dal club capitolino, l'allenatore della Lazio, Gennaro Gattuso, ha concesso un'ampia intervista ai cronisti presenti per tracciare un bilancio di questo avvio di stagione. Tra la reazione del gruppo sul campo, il clima surriscaldato con l'ambiente e il grande colpo di mercato estivo, il tecnico non si è nascosto dietro un dito.

L'inizio di annata ha riservato subito qualche ostacolo, ma la risposta dello spogliatoio ha soddisfatto l'allenatore: "Sono arrivati ragazzi con grandissima voglia, ci sono ragazzi che sono qua da tantissimo tempo e devo dire che hanno grande senso di appartenenza e lavorano bene. Siamo partiti non benissimo con la partita di Coppa Italia, però diciamo che è stata una bella mazzata. L’abbiamo pagata però abbiamo avuto la capacità di reagire subito".

Un passaggio cruciale delle dichiarazioni di Gattuso ha riguardato il momento delicato tra la squadra e il pubblico laziale, con la speranza che la situazione possa ricomporsi al più presto:

“Sarei ipocrita a dire che non pesa il clima ambientale. Pesa, è un dato di fatto. Perché giochi in uno stadio bello come l’Olimpico e non avere i tuoi tifosi che ti appoggiano, dopo un gol andare sotto la curva o sentire anche i fischi quando le cose vanno male. Quello penso sia normale, faccia parte del nostro lavoro. È la cosa in più, il calcio senza tifosi non è calcio. È un altro sport. Noi dobbiamo essere bravi in questo, io lo sapevo che c’erano queste difficoltà. L’unica strada è quella di continuare, essere bravi e farci trovare pronti. Speriamo che un giorno tutto questo finirà e verrà data la possibilità di riabbracciare i nostri tifosi che ci potranno dare una mano. In questo momento possiamo fare poco, si parla e bisogna rispettare la loro scelta perché sono coerenti. Questo è un dato di fatto. Posso solo che accettare col sogno che un giorno l’Olimpico si vedrà pieno dei nostri tifosi”.

Sezione: L'Avversario / Data: Dom 06 settembre 2026 alle 15:15
Alessandro Vescini / Twitter: @alevescini00
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Alessandro Vescini
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Cresciuto a pane e sport negli anni 2000, racconto le realtà friulane tra campo e social. Il segreto? Mai smettere di aver voglia di imparare!