Samir ha concesso una lunga intervista ai microfoni della Gazzetta dello Sport. Ecco le sue parole:

"A gennaio saranno 5 anni che sono qui. Ormai sono friulano, come lo è anche la mia famiglia. Qui c’è la possibilità di fare una vita tranquilla, in serenità. È un tipo di sicurezza che non è sempre possibile avere in Brasile, a Rio. Mi mancano gli amici, la famiglia. Prima mamma e papà venivano da me almeno due volte l’anno, ma ora, per la pandemia, non è possibile"

"Qui ho trovato una colonia nutrita di brasiliani che mi ha aiutato molto. C’erano Danilo, Ewandro, Matos, Lucas Evangelista e Felipe. Poi, il lavoro sul campo, molto diverso da quello che si faceva in Brasile. L’approccio è differente, si lavora duro, l’aspetto tattico è curato nel dettaglio. Da noi non ha questa importanza".

"Uno sportivo deve sempre avere stimoli. Per un brasiliano poi la Seleçao ha un fascino pazzesco, è stato un grande orgoglio vestirne la maglia con le Under. È una cosa in cui credevo da piccolo e ora da adulto ho lo stesso sentimento".

"C’è sempre tanto lavoro da fare. In questo senso il mister dà una grande mano, parliamo tanto ogni giorno. Posso progredire nell’uno contro uno, nelle uscite dalla difesa".

Sezione: Notizie / Data: Ven 20 novembre 2020 alle 09:55
Autore: Jessy Specogna
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