Franco Collavino, dg bianconero, ha parlato ai microfoni di Udinese Tv.

Dopo il via libera governativo alla riapertura dell’Olimpico al 25% della capienza per gli europei, è di grande attualità una riapertura degli stadi per il finale di stagione. Quanto è importante permettere la riapertura?

<<Permettere la riapertura è molto importante. È un segnale di speranza e di positività per l’intero mondo sportivo soprattutto verso i tifosi e i nostri partner che hanno già usufruito dei nostri servizi qui alla Dacia Arena. Lo abbiamo detto tante volte, il calcio senza i tifosi non è calcio. Il covid, oltre che a mettere a rischio la salute di tutti noi, rischia anche di intorbidire le nostre passioni, le nostre emozioni e noi non vogliamo assuefarci. Abbiamo bisogno del calore dei nostri tifosi. Sappiamo l’importanza che i nostri tifosi e i nostri partner hanno avuto in passato e questo è il motivo per cui accogliamo con entusiasmo la notizia di una possibile riapertura già in questa stagione>>.

L’Udinese non si è mai fermata, né per i tifosi né per i propri partner perché la Dacia Arena è uno stadio che vive 365 giorni l’anno con eventi sfruttando tutte le sue immense potenzialità anche tecnologiche. In quest’ottica che slancio rappresenterebbe una possibilità di riapertura?

<<I tifosi e i nostri sponsor sanno che noi non ci siamo mai fermati. Tante sono le attività che abbiamo svolto in questo periodo, attività di comunicazione attraverso tutti i nostri canali: dalla televisione ai social, dai siti web al nostro nuovo magazine, per non contare tutte le attività che abbiamo organizzato con le aziende nostre partner, gli eventi online anche in un periodo così sfidante come quello che stiamo vivendo. In tutto questo non abbiamo perso la nostra indole dell’attenzione verso il territorio e allo stesso tempo verso l’internazionalità. Anche in questo periodo abbiamo concluso dei contratti importanti con Dacia e con Ryanair. Abbiamo organizzato molte attività per restare in contatto e le possiamo definire degli esercizi di vicinanza. Oggi abbiamo bisogno dei tifosi e dei nostri sponsor in presenza. La Dacia Arena è stata pensata e progettata come una struttura multifunzionale operativa sette giorni su sette e non soltanto durante il matchday. Prima del Covid decine e decine di eventi venivano organizzati in questa struttura, senza dimenticare i servizi al top che abbiamo offerto ai nostri tifosi in occasione delle varie partite. Ecco allora che è importante questo segnale di ripartenza perché permette di rimettere in movimento un volano formato da diverse attività e che andrà a beneficiare l’intera comunità del mondo sportivo, dei nostri tifosi e dei nostri partner>>.

Cosa vi aspettate come club perché sono diverse le ipotesi, percentuale di capienza, qualche migliaio come accaduto ad ottobre, senza contare che Udinese si era mossa in anticipo rispetto a tutti con il test Re-start attuato in occasione di Udinese-Fiorentina?
<<Il test Re-start, ovvero la possibilità attraverso l’utilizzo di un dispositivo di garantire sicurezza all’interno dello stadio attraverso il mantenimento della distanza e il tracciamento nel rispetto della privacy, ha avuto grande successo e lo abbiamo presentato alle istituzioni calcistiche e sportive per dare un segnale concreto di come attraverso la tecnologia, materia in cui Gianpaolo Pozzo è stato un innovatore, si possa puntare alla riapertura degli stadi. È stato importante anche per dare un segnale all’esterno e per dire ai tifosi e ai partner “noi stiamo andando avanti e vogliamo farci trovare pronti in questa direzione”. È stato importante vedere come diversi scienziati, ad esempio il prof. Bassetti, siano in questo momento favorevoli ad una riapertura degli stadi. L’auspicio è che con il graduale miglioramento della situazione epidemiologica e con la ripartenza del mondo economico e produttivo si possa considerare la riapertura degli stadi in questo campionato e con la capienza del 25% che è stata suggerita per il campionato europeo>>. 

Sezione: Notizie / Data: Ven 16 aprile 2021 alle 20:06
Autore: Jessy Specogna
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