Anche Valerio Bertotto si unisce al coro di commenti e reazioni nel post esclusione della Nazionale italiana dai Mondiali 2026. L'ex capitano dell'Udinese ha postato sul proprio profilo Instagram una foto con la maglia Azzurra, indossata per quattro volte tra il 2000 e il 2001, con la seguente didascalia: "Appartenere a questo mondo non è un titolo, è una vocazione. Sono parte di quella schiera di eletti che hanno avuto il privilegio di sentire il dolce peso della maglia azzurra: un tessuto che non copre solo il corpo, ma custodisce l’anima di un intero Paese. La memoria non è un museo, ma un incendio da alimentare. Bisogna avere una visione del domani, dobbiamo abbracciare l’innovazione e il cambiamento".

"Ma l’innovazione senza radici è un albero destinato a cadere al primo vento - continua Bertotto - Abbiamo radici fatte di resistenza silenziosa che ci unisce tutti attorno a quell’amore viscerale per il tricolore. Innoviamoci per proteggere la nostra storia, cambiamo per restare fedeli a noi stessi. Torniamo grandi perché non abbiamo mai smesso di amare quell’azzurro che è, e resterà sempre, la nostra prima e ultima casa".

Parole che fanno riflettere e che si uniscono a quelle che invocano una profonda riforma nel movimento calcistico italiano.

Sezione: Gli ex / Data: Mer 01 aprile 2026 alle 15:16
Autore: Francesco Maras / Twitter: @francescomaras
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