Pasquale Marino ha rilasciato una lunga intervista al Messaggero Veneto in cui ha parlato del finale di stagione che attende l'Udinese con 24 punti ancora a disposizione: "Non sono pochi e il calendario deve spingere i bianconeri a dare il massimo dopo il successo di Marassi, che di fatto ha timbrato la salvezza con due mesi di anticipo".

Dove possono arrivare i bianconeri?

"Ai 50 punti sicuramente, anche se non la vedrei solo in questa prospettiva perché gli obiettivi si possono programmare e inseguire anche in piccole fasi, e quest’ultima della stagione l’Udinese l'affronta avendo già ottenuto il primo obiettivo. La condizione psicologica è quindi ideale per mirare a un finale in crescendo, sia cercando di vincere ogni partita e sia lavorando per il futuro sui giovani".

Tuttavia, sembra che quello dei giovani sia un orecchio dal quale Runjaic ci sente poco...

"Per come è strutturata questa Udinese si può essere competitivi anche con i giovani in pianta stabile e siccome ne ho visto di interessanti, come Miller e Arizala, credo che si possa osare. Capisco Runjaic, perché noi allenatori vogliamo essere sempre competitivi e vincere a modo nostro, ma con fiducia e coraggio si può lanciare titolare chi è bravo e si allena bene, indipendentemente dalla carta d’identità. A Udine lo feci con Isla e Asamoah, diventati titolari dopo avere avuto una crisi di risultati importante, e i fatti mi diedero ragione anche con Sanchez".

Marino, qual è il criterio per capire se un giovane è pronto o meno?

"Ovviamente è soggettivo, ma io e Runjaic sappiamo che a Udine il tempo lavora bene per gli allenatori e un tecnico può avere un bel margine di sicurezza prima di lanciare i ragazzi. Detto questo, sono dell’idea che un’investitura vale e la titolarità dopo il lancio non è un rischio, ma conferisce sicurezza a tutti. Vedendo Miller e Arizala, per esempio, ho la sensazione che questi ragazzi siano il futuro".

A proposito di futuro, come se lo immagina quello di Runjaic?

"Non posso rispondere se non per mia esperienza personale ed essendo stato a Udine a lungo posso dire che bisogna avere entusiasmo e stimoli, che ovviamente devono essere condivisi da proprietà e squadra, quindi si può proseguire se c’è sempre un bel rapporto su tutta la linea, altrimenti è meglio chiudere prima".

Alla ripresa mancherà Davis col Como, ma ci sarà Zaniolo.

"Zaniolo che mi aspettavo di ritrovare anche in Nazionale. La sua mancata convocazione mi ha sorpreso, e lo confesso, perché sta facendo un’ottima stagione. L’assenza di Davis sarà un tema per Runjaic che dovrà affrontare la vera squadra rivelazione della stagione. Il gioco di Fabregas è sotto gli occhi di tutti".

Sezione: Gli ex / Data: Dom 29 marzo 2026 alle 10:13
Autore: Alessandro Vescini
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