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Io, il Pordenone e il 2020

Io, il Pordenone e il 2020

Ok, lo sappiamo tutti che il 2020 è stato un anno di, e credo sia abbastanza inutile ripeterlo. Un anno di pandemia che ho fortunatamente sempre guardato da fuori, almeno fino a quando, proprio nella settimana di Natale e del mio...

Alessandro Poli

Ok, lo sappiamo tutti che il 2020 è stato un anno di, e credo sia abbastanza inutile ripeterlo. Un anno di pandemia che ho fortunatamente sempre guardato da fuori, almeno fino a quando, proprio nella settimana di Natale e del mio ventitreesimo compleanno, non ho dovuto sopportare ben due lutti. Non in famiglia eh, ma sempre lutti sono. Un anno che comunque, nonostante tutto, conserva qualche bel momento: il dottore che, dopo tanto tempo, mi restituisce la patente e mi dice “ok, stai un po’ meglio, puoi tornare a guidare”; i miei più cari amici che per la prima volta nella loro vita proiettano un loro film al cinema (e, considerato che i cinema sono stati chiusi quasi tutto l’anno, si tratta di una doppia impresa); il direttore di TuttoUdinese che mi contatta e mi chiede se mi va di collaborare con loro.

Avevo cominciato a scrivere di Pordenone ormai anni fa, quasi per gioco, per una rivista online, dunque quando accettai, senza pensarci due volte, l’offerta di TuttoUdinese ebbi sostanzialmente e fortunatamente una sorta di posto riservato. Certo, finora non mi sono trovato a descrivere mesi strabilianti: se avessi dovuto cercare un episodio indimenticabile del 2019 avrei avuto l’imbarazzo della scelta, mentre il 2020, sebbene abbia portato i ramarri più che mai vicini alla massima Serie, è stato tutto sommato un anno sottotono. Traccio allora un bilancio generale.

Il 2020 è stato l’anno del centenario del Pordenone, festeggiato interamente in Serie B proprio come voleva Tesser. Vede tra campionato e Coppa Italia dodici vittorie, sedici pareggi e dieci sconfitte. Per il primo successo, 1-0 a Empoli, bisogna aspettare molto: la settima partita, il 29 febbraio. Se ne aggiungeranno però altre cinque che porteranno i ramarri a consolidare il quarto posto e giocarsi la Serie A da un buon punto di partenza. Poi la débâcle col Frosinone e una nuova stagione cominciata un po’ a fatica, anche se mai in affanno. Quest’anno ci ha dunque mostrato il Pordenone come una squadra che non fa fatica a rimanere in Serie B, pur solo alla seconda stagione nella sua storia nel campionato cadetto, ma che nemmeno riesce ad arrivare a concretizzare il sogno della Serie A. Per il 2021 difficile azzardare ipotesi. Nei primi mesi probabilmente non ci aspettano grandi sorprese, ma la vittoria netta e tondeggiante di ieri fa sperare che qualcosa in più i ramarri lo possano dare. Poi, dopo una stagione di assestamento, tutto può accadere. E, come diceva Walt Disney, ciò che puoi sognare puoi anche farlo.