Non gioite troppo, ma dite bravo a Nicola

24.11.2018 17:40 di Giacomo Treppo  articolo letto 2941 volte
Non gioite troppo, ma dite bravo a Nicola

Non hanno buttato via solo quattro mesi, ma almeno sei anni. E' arrivato l'ennesimo allenatore che parte bene, ma subirà un calo fra due o tre mesi. Sono convinto che Velazquez, di tutti gli allenatori passati, sia uno di quelli con meno capacità perché difettava di esperienza e “palle” (gergo puramente tecnico), ma quando l'Udinese va male per l'ennesima volta, la responsabilità è sempre di chi ha in mano il bastone.

Intanto, l'Udinese riesce in un'impresa: sconfiggere la Roma B, quella senza senatori, senza leader in campo. E Nicola lo fa semplicemente, portando l'ABC del calcio: una fase difensiva dove tutti rispettano una data posizione. Ora va di moda chiamarlo occupare gli spazi, ma altro non è che una sana diligenza nel gioco a zona. La nostra prima mezzora era arte, perché nessun giallorosso è riuscito a trovare un pertugio per tirare in porta. Parlo di tiri veri, non ciabattate.

Possiamo gioire? Oggi sì, io sì, sono saltato sulla sedia come poche altre volte da anni, perché la disciplina tattica è quello che rende una squadra tale. Perché mi piace vedere una squadra che lotta più di un tiki taka spagnoleggiante che ti porta in serie B. Perché adoro vedere contrasti e falli quando servono e contropiedi ben fatti.

Però dobbiamo stare attenti. Per un semplice motivo: al netto di De Paul questa è una squadra da retrocessione certa. La fortuna di non aver venduto l'argentino ha fatto sì che Rodrigo sia riuscito a mettere sul campo tutti quei mezzi che si vedevano già da subito ma che per un motivo o per l'altro, spesso colpe societarie e tecniche, i più non avevano ancora intuito.

Se vogliamo salvarci dobbiamo essere squadra, non c'è altro modo. E così un Samir che finora era certamente il peggiore di quelli dietro è stato, a mio modesto avviso, il migliore in campo. Suo era il giocatore più pericoloso della Roma, Kluivert. Lo ha eliminato, lo ha annullato, lo ha distrutto. La catena di sinistra in generale è stata perfetta. Anche Mandragora ha sempre tenuto bene la posizione. Da lui mi aspetto di più, mi aspetto due tocchi e lancio, ma la fase difensiva è stata egregia.

E' inutile provare a fare il calcio spettacolo con i nostri giocatori: se Fofana fa un contropiede nove volte su dieci sbaglia o ritarda il passaggio giusto. Il colored va tenuto dietro a recuperare palloni, a scontrarsi fisicamente con i centrocampisti avversari. Poi ovvio, quando giochi in contropiede la sua velocità è essenziale. Ma senza i piedi buoni di De Paul, senza la sua grinta, questa squadra difficilmente arriverebbe al tiro. Senza se e senza ma. Per questo penso che Nicola sia l'allenatore giusto: è uno umile e rigoroso come Guidolin, come lui appassionato di bici, come lui vuole vivere con i tifosi.

Ma nella formazione di oggi c'era ancora un chiaro segnale di quella mala-gestione societaria propria dell'Udinese Spa di Gino Pozzo. Con tutto il rispetto, ma Musso mi pare il Maicosuel della porta. I mezzi ci sono, sì, ma siamo fortunati che tutti i tiri di Roma ed Empoli sono stati centrali, gli unici angolati sono diventati gol. Esce male, e non lo ha fatto solo a Genova; rinvia peggio. E' da scartare? No, ma è inconcepibile come possa essere titolare lui proprio quando Scuffet aveva segnalato un netto miglioramento. Vedere l'argentino che si butta anche quando il tiro è fuori di tre o quattro metri mi fa pensare a uno che va a cercarsi l'infortunio, a troppa adrenalina e troppo poca freddezza.

A Udine non esiste la meritocrazia, lo sappiamo da anni. A Udine chi comanda adesso pare poco sensibile alla cultura friulana e molto ai soldi e agli affari che si fanno oltremanica. E' per questo che dico: attenzione! Non gioite troppo, non tutte le squadre ti fanno tiri centrali, non tutte le volte Behrami riesce a stare in campo per novanta minuti. Non tutte le squadre, specialmente, ti regalano un approccio di pressing alto come fosse un regalo di Natale per i tuoi contropiedi con giocatori bassi e fulminei.

Oggi si è vista una squadra in campo, ma fra un mese o due, quando in uno spogliatoio fin troppo multietnico prevarrà lo scoramento per una fase avversa? Cosa succederà? Per adesso bisogna stringere i denti. Siamo una squadra il cui principale difetto è la società che la ha creata male e gestita peggio. A gennaio bisognerà per forza ricorrere al mercato per comprare almeno una punta decente e almeno un incontrista che possa far respirare Behrami. Il capitano, tenuto impietosamente fuori dal giovincello Velazquez, ha dato un apporto determinante, ma gli ultimi venti minuti era fermo sulle gambe. Vogliamo rischiare un infortunio? Vogliamo rimanere senza un incontrista?

A Crotone con Nicola c'era un certo Barberis, ora sottovalutato in serie B, che recuperava palloni su palloni e completava un bel duo assieme a Mandragora. La società vorrà ancora scommettere su qualche straniero pronto a fallire, come accaduto in passato? se la storia insegna qualcosa, direi proprio di sì. A Udine non è importante vincere, basta vivacchiare e muovere giocatori. E specialmente, far ricadere le proprie colpe su altri: Scuffet, Delneri, Guidolin... purtroppo verrà anche il momento di Nicola.

Intanto gli faccio i miei complimenti, a Davide il piemontese: ha preparato perfettamente la partita, ha usufruito di quel senso di lotta che i nostri mostrano sempre e (quasi) solo all'arrivo di un nuovo allenatore e ci ha resi consapevoli che se l'Udinese vuole vincere, prima di tutto deve essere consapevole di dover lottare per rimanere in serie A. Troppa autostima, troppi articoli, troppe voci di mercato per i nostri giocatori, spesso sopravvalutati. Bisogna correre e sudare. Correre. E sudare!