Se l’Udinese sembra una delle squadre più incostanti in serie A, l’immagine finale che ci danno i numeri è quello di una squadra che sta ripetendo nel ritorno quando visto all’andata.
Potrà trarre in inganno il fatto che la maggior parte delle 6 vittorie, nel girone iniziale, è stata conseguita nelle prime dieci giornate (5 vittorie su 10 partite), poi il nulla o quasi intramezzato dalla vittoria fuori casa a Milano, sponda Inter. Tanti pareggi e altrettante sconfitte. Il ritorno invece ha visto una distribuzione più stabile dei risultati, anche qui intervallati da ben 4 sconfitte consecutive: Napoli, Lazio, Cesena e Parma (quest’ultima postuma, a dire la verità, per le note vicissitudini finanziarie della società ducale).
I numeri finali dicono che sia all’andata che al ritorno (finora) l’Udinese ha perso una partita in più rispetto alle vittorie e che pareggia una partita ogni tre. La vera flessione, quella che ha segnato la stagione, è invece avvenuta a cavallo fra i due gironi: dall’undicesima di andata alla dodicesima di ritorno l’Udinese ha totalizzato 16 punti in 18 partite. Una media punti da retrocessione (in proiezione, ora saremmo a 30 punti, appena tre più del Cagliari). Un giorno, sarebbe bello poter chiedere a chi sta in società e in panchina cosa sia successo in quel periodo per dissipare quanto raccolto prima e compromettere quanto sta invece raccogliendo ora.
L’andamento è stato quello di una campana gaussiana rovesciata. Stramaccioni ha ricordato che nelle ultime 10 partite l’Udinese ha totalizzato buoni punteggi. Ha ragione: se consideriamo le ultime 10 partite (dalla sconfitta contro il Cesena o contro il Parma, a voler essere pignoli) e le prime 10 di campionato, ecco che riscontriamo ben 8 vittorie, 5 pareggi e 5 sconfitte: 29 punti in 20 partite. Sicuramente un risultato più in linea con le attese, vista la rosa e il mercato estivo.
C’è un’altra analisi che si può fare, quella in base alla fascia di classifica. Va detto che questa analisi risente delle quattro partite che mancano, due contro squadre di prima fascia (Roma e Sampdoria) e due contro squadre di ultima fascia (Sassuolo e Cagliari). Contro le prime sei, l’Udinese ha ottenuto 9 punti in 10 partite, media da retrocessione o quasi. Ed ecco sfatato il mito che contro le grandi la squadra rende: due sole vittorie a inizio campionato contro una Lazio in rodaggio da cambio allenatore e contro un Napoli in crisi nera dovuta alla forma carente dei nazionali (del… nazionale… Higuain) di ritorno dai mondiali. Per il resto poca cosa e quasi nessun punto.

La fascia delle squadre medie (escluse le prime sei e le ultime sei) vede 19 punti in 14 partite. Un buon risultato, se rapportato all’intero campionato, con una proiezione di 52 punti. Segno che la qualità c'è eccome. Ed ora il dato peggiore di quest’anno: contro le ultime sei abbiamo totalizzato finora 13 punti in 10 partite. Un risultato negativo (49 punti finali) visto la differenza di qualità. Ma è qua che si annida la grande incostanza: contro le ultime tre, 5 punti in 5 partite (assoluta parità di forze contro squadre che non erano attrezzate per la A in maniera lampante) e 8 punti su 5 partite contro le altre 3 squadre (Verona, Atalanta e Sassuolo). Il paradosso è che la media punti contro le pari grado è più alta della media punti contro le ultime.
Se l’attuale posizione in classifica rispecchia una stagione mediocre, ecco che i numeri ci raccontano due verità. La prima, l’Europa a cui la squadra poteva ambire si è buttata via fra novembre e febbraio, dissipando quanto di buono fatto prima e in particolare, ecco la seconda verità, contro le ultime tre squadre in classifica. Diciamo che, per usare un’immagine alla quale i Pozzo sono (giustamente) sensibili: la squadra ha bruciato banconote da 500 euro in quantità industriale. E a nulla sono valse le buone prestazioni contro le prime della classe: i punti raccolti sono stati figli del periodo di appannaggio di Lazio e Napoli più che di una squadra che “si supera” quando è motivata dal mercato. L'Udinese ha invece mostrato tutta la sua qualità proprio contro le pari grado, mostrando la sua (reale) qualità, superiore alle altre comprimarie che però viene tradita da una classifica dove le zebre ricoprono l'ultima posizione della suddetta classe.
Non ci sono arbitri o infortuni che tengano: la situazione dell’Udinese rispecchia quanto fatto e, purtroppo, quanto “non fatto”… Come già detto, un giorno sarebbe bello sapere cosa è successo in quel periodo buio, perché una varianza di prestazioni del genere deve essere dipesa per forza da qualcosa.
 

Sezione: Editoriale / Data: Gio 07 maggio 2015 alle 08:00
Autore: Giacomo Treppo
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