Brutti, sporchi e (ancora poco) cattivi

02.12.2018 17:30 di Giacomo Treppo  articolo letto 1667 volte
Brutti, sporchi e (ancora poco) cattivi

Mettiamo subito in chiaro una cosa. Il migliore in campo, non solo dell'Udinese ma di entrambe le squadre in campo, è stato Musso, il tanto (da me) criticato Musso che oggi ha avuto tutto: parate, riflessi, tempi delle uscite. Mi ha smentito e mai come oggi ne sono stato felice. E poco importa se alla fine ha regalato un angolo al Sassuolo. Io preferisco un portiere che va sul sicuro se non se la sente di andare in presa. Se ti scappa la palla e ti fanno gol, distruggi la squadra e un risultato sofferto e meritato più per la grinta e la lotta che per la prestazione.

Detto questo, il lavoro di Nicola si vede: siamo una squadra chiusa dietro che mira a fare contropiede. Forse oggi avrei giocato con un 442 visto che i terzini del Sassuolo spingevano molto ad aprire i nostri tre di centrocampo, ma va bene così. Zero gol subiti in due partite, per una squadra che ne prendeva due a partita prima dell'arrivo del mister piemontese, è un cambiamento notevole!

E' un'Udinese brutta, sì. E' un'Udinese sporca, sì. Ma è un'Udinese che finalmente lotta, fa falli, si impone. Squadra a immagine e somiglianza di Behrami che fa vedere i sorci verdi al migliore del centrocampo neroverde, quel Sensi che l'anno scorso ci sconfisse e che ora gioca stabilmente in nazionale.

Male nel primo tempo la nostra corsia di destra, con Fofana e Ter Avest. Bene la nostra corsia di sinistra. Nella ripresa paiono essersi cambiati i ruoli. Meglio a destra e male a sinistra, anche perché avevamo Pezzella ammonito e quasi mai nessuno andava al raddoppio. Nicola ha detto che a lui interessano più gli spazi che gli uomini. Forse la difficoltà del difensore italiano nel trovarsi quasi sempre solo è dipesa da quello, ma a mio avviso un buon raddoppio non fa mai male.

Il Sassuolo visto oggi è molto più squadra della Roma vista sabato scorso a Udine. Fa girare palla, i suoi giocatori sanno dove sono i compagni e che movimento faranno. Bravi, De Zerbi sta facendo un ottimo lavoro. Bellissimi gli automatismi ad aprire il nostro centrocampo portando il terzino di turno in aiuto all'attaccante, a volte a sovrapporsi addirittura allo stesso.

La nostra invece ha pagato l'infortunio a Behrami. Ci risiamo, se viene a mancare il capitano la squadra rincula paurosamente. Mandragora, autore di una buona partita a mio parere, sa chiudere gli spazi ma i tempi di gioco e specialmente la capacità di alzare o abbassare la linea di centrocampo, ancora non ce l'ha. Il ragazzo si farà... Ma a gennaio guai a non comprare un centrale di centrocampo che sappia dettare i tempi e intercettare, anche con le cattive, i palloni degli avversari. Oggi Behrami mi ha ricordato il miglior Pinzi: non sempre in cerca del fallo ma certamente del contatto fisico, del portare l'avversario all'esasperazione, all'asfissia del possesso palla.

Bene anche i tre centrali di difesa, male Ter Avest. Ma non ci si può aspettare che tutti crescano sempre, i passi falsi, le partite sotto tono ci sono e sempre ci saranno. C'è di importante che questa Udinese brutta e sporca sembra squadra, altrimenti non avremmo mai passato 180 minuti senza raccogliere la palla sul fondo della nostra rete.

Cosa è mancato rispetto alla sfida contro la Roma? La cattiveria là davanti. Pussetto, dovendo giocare in un ruolo non suo per la seconda di fila, probabilmente si è sentito troppo responsabilizzato e così la prestazione ne ha risentito. Troppi palloni buttati via, ma specialmente troppo poco carattere nell'andare verso la porta avversaria palla al piede. E troppa poca intelligenza (in campo, fuori non giudico) di Machis nel non passare un pallone d'oro a Lasagna che poi avrebbe potuto tornare il favore dieci metri più avanti. Ci è mancata la cattiveria ed abbiamo dovuto sacrificare De Paul in ripiegamento. Con l'argentino mezzala sinistra era impossibile segnare, a meno che Machis non risolvesse in una settimana tutti i suoi difetti di egoismo. Non è avvenuto.

Torniamo da Reggio Emilia con un punto d'oro. Eravamo in serie B fino a sabato scorso alle quindici, ora siamo due punti sopra la salvezza e la classifica in quella zona si sta accorciando. Lasciate perdere i sogni d'Europa, per chi mai ancora volesse essere più miope che ottimista. Stiamo lottando per salvarci e abbiamo inanellato due risultati utili consecutivi. Ora bisogna lavorare anche su un cambio modulo, sulla difesa a quattro per lasciare più respiro alle azioni d'attacco. Bisogna lavorare anche sulla testa: cattiveria nel calcio significa freddezza nei momenti decisivi. Ho visto ottimi falli tattici (finalmente!), ma pochi passaggi decisivi nelle azioni in avanti.

Comunque sia, comunque la vogliate vedere, questo pareggio, credetemi, è d'oro.