In occasione della gara di campionato tra APU Udine e Aquila Trento, in programma domenica 3 maggio al PalaCarnera Credifriuli, la società bianconera ha organizzato una speciale commemorazione per il 50° anniversario del terremoto in Friuli, con il patrocinio del CONI Friuli Venezia Giulia.

Un momento di memoria, ma anche di celebrazione della straordinaria capacità di rinascita di un territorio che ha saputo rialzarsi grazie all’impegno, alla coesione e all’orgoglio della propria gente. Una rinascita che, anche attraverso lo sport e la pallacanestro, ha trovato simboli forti e indelebili.

Per l’occasione, nel pre partita sfilerà sul parquet una squadra che ha segnato la storia: la formazione Juniores della storica Snaidero Udine, capace di conquistare il titolo italiano nel 1976, appena dieci giorni dopo il devastante sisma che colpì il Friuli. Insieme a loro sarà presente anche il coach di quella impresa, Flavio Pressacco, che tornerà in campo con i suoi ragazzi per rivivere e condividere con il pubblico un momento di straordinario valore sportivo e umano.

Durante la serata verrà inoltre proiettato uno speciale video racconto dedicato proprio a quella squadra e a quei giorni, intitolato “1976: dopo un terremoto uno scudetto”, testimonianza di come lo sport possa diventare simbolo di forza e rinascita.

A sottolineare ulteriormente il significato dell’iniziativa, Apu Udine ha realizzato una sovramaglia speciale commemorativa, che sarà indossata da squadra, staff e dirigenti nel riscaldamento prepartita. Sul fronte, un cuore – simbolo del grande cuore del Friuli – accompagnato dalla frase: “Il cuore del Friuli non crolla, ricostruisce”.

Sul retro, il logo celebrativo 1976–2026, creato appositamente per questa ricorrenza. Sulla manica sinistra il logo Apu Udine.

«È un’iniziativa che va oltre il basket – ha dichiarato il Presidente Alessandro Pedone –. Vogliamo ricordare un momento che ha segnato profondamente la nostra terra, ma anche rendere omaggio alla forza e alla dignità con cui il Friuli ha saputo rialzarsi. La pallacanestro, allora come oggi, rappresenta un simbolo di comunità e di rinascita. È nostro dovere mantenere viva questa memoria e trasmetterla alle nuove generazioni».

Sulla stessa linea anche il Direttore Generale Marco De Clara: «Quella del 1976 è una storia straordinaria, che unisce sport e identità territoriale. Portarla sul parquet del Carnera significa dare valore a ciò che siamo e da dove veniamo. È un messaggio forte, che parla di resilienza, di appartenenza e di capacità di guardare avanti anche nei momenti più difficili».

Il Presidente del CONI Friuli Venezia Giulia Andrea Marcon ha sottolineato il valore profondo dell’iniziativa: «La storia del Friuli è legata indissolubilmente al terremoto del 1976. Ognuno di noi, anche chi non era ancora nato, ha imparato cosa significhino resilienza, orgoglio e dignità. Il mondo dello sport, oggi come allora, onora la sua gente portandone in campo l’esempio e la grande forza nella ripartenza».

Particolarmente emozionato anche coach Flavio Pressacco: «Tornare su questo parquet con quei ragazzi è qualcosa di speciale. Quello scudetto non fu solo una vittoria sportiva, ma un simbolo di speranza per un intero popolo. In quei giorni difficili, il basket ci ha dato la forza di andare avanti. È bello che oggi questa storia venga ricordata e condivisa».

La serata di domenica sarà quindi molto più di una partita: sarà un’occasione per ricordare, per riflettere e per celebrare un territorio che, ieri come oggi, ha dimostrato di non arrendersi mai. Perché, come recita la scritta scelta per questa speciale ricorrenza, il cuore del Friuli non crolla: ricostruisce

Sezione: Basket / Data: Ven 01 maggio 2026 alle 12:30
Autore: Alessandro Vescini
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