Gabriele Gravina è stato uno dei protagonisti in negativo della clamorosa eliminazione dell’Italia dal Mondiale, la terza consecutiva. Un pensiero non condiviso da parte del presidente dimissionario della FIGC, che è stato ospite di ‘8 e mezzo’, programma andata in onda su La7:

“Non sono stato costretto a dimettermi, nella maniera più assoluta. Avevo assunto un impegno verso tutti i tifosi italiani, avevo detto che saremmo andati ai Mondiali anche a nuoto e purtroppo non ho mantenuto fede all'impegno, quindi giusto dimettersi. Non sono propenso a subire pressioni, ragiono con la mia testa e la mia lucidità. In quel momento serviva mettere in sicurezza la Figc, volevo fare un atto d'amore verso la federazione. Erano in atto isterie istituzionali di ogni genere e serviva non sovraesporre la federazione. C'è stato di tutto, tutti parlavano, tutti accusavano, inesattezza, falsità, soluzioni irrealizzabili".

La parola fallimento è quella che viene associata con maggior frequenza al momento che sta vivendo il calcio italiano, ma questo è il pensiero di Gravina a riguardo:

“Sente di aver fallito? Assolutamente no. Se il fallimento è legato al risultato sportivo certo, ma se si vuole parlare dell'attività declinata in tutte le sue forme possibili credo che la FIGC sia una delle federazioni più apprezzate a livello europeo e mondiale”.

Giovanni Malagò sembra essere l’indiziato numero uno a prendere il suo posto e sono iniziate a circolare le prime voci su un possibile ripescaggio dell’Italia:

“Malagò e Abete sono due ottimi dirigenti, ma ho preso l’impegno solenne di non tirare la volata a nessuno. Il possibile ripescaggio è un'idea fantasiosa e vergognosa. Si sta negoziando sulla passione dei tifosi italiani, che sono gli unici a meritare di andare ai mondiali”.

Sezione: Notizie / Data: Gio 30 aprile 2026 alle 10:00
Autore: Alessio Galetti
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