Mirza Alibegovic è l'autentico trascinatore dell'APU Udine nella stagione del suo ritorno nella massima serie italiana. Il capitano bianconero sta salendo di livello di partita in partita, dimostrando di non essere solamente un leader caratteriale per il gruppo ma anche un giocatore in grado di poter fare la differenza. A dimostrarlo è anche la sontuosa prestazione messa a referto domenica scorsa al PalaCarnera contro l'Olimpia Milano, premiata con il riconoscimento di The Best ITA Fastweb, ovvero il miglior giocatore Italiano della 24ª giornata.

Durante un'intervista ai microfoni di SkySport, Alibegovic si è voluto togliere qualche sassolino dalla scarpa rispetto ai pensieri di chi, in passato, non lo riteneva un giocatore in grado di decidere le partite: "Fino a un po' di tempo fa alcune persone non volevano prendermi perché dicevano che non ero clutch. Un'altra dimostrazione che le parole se le porta via il vento. Sono un giocatore che si allena ogni giorno per cercare di migliorarsi, poi ovvio che se si fa canestro siamo contenti però la cosa più importante è che noi cerchiamo di portare il risultato di squadra a casa. Ovviamente fa piacere fare buone partite dal punto di vista personale però la vittoria è la cosa più importante".

Poi il classe '92 ha ricordato i tempi in cui, all'epoca nella quale suo padre Teoman vestiva la casacca di Udine, giocava sul parquet del PalaCarnera con gli altri bambini: "Mi ricordo del PalaCarnera quando ci venivo ma non guardavo le partite di mio padre, io ero qua a correre come un pazzo con gli altri bambini e quasi non ce ne fregava niente del basket. Eravamo piccoli, avevamo sei o setta anni. C'era Charles Smith ma in quel momento guardavo altre cose. Poi dalle cassette sono riuscito a vedere mio padre giocare e giocava bene, ho scoperto che era bravo (ride, ndr). Ma dal vivo mi ricordo veramente poco. I giochi erano più importanti delle partite di basket".

Sezione: Basket / Data: Mer 01 aprile 2026 alle 16:37
Autore: Alessandro Di Lenarda
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