Un Pussetto così non può essere tenuto fuori, a costo di cambiare il modulo

16.12.2019 11:21 di Jessy Specogna   Vedi letture
Un Pussetto così non può essere tenuto fuori, a costo di cambiare il modulo

Una delle poche note liete della sconfitta rimediata dall'Udinese contro la Juventus è stata la prestazione di Ignacio Pussetto. Per la prima volta in questa stagione è sembrato infatti di rivedere il giocatore che aveva stupito nella scorsa stagione al suo primo anno in Italia, quel giocatore in grado di saltare l'uomo con continuità e di creare costantemente superiorità numerica.

Non è stata una stagione facile, questa, fino ad ora, per Nacho. Vuoi per scelte tecniche, vuoi per alcuni problemi fisici di troppo, l'ex Huracan aveva trovato pochissimo spazio e quando impiegato non aveva convinto a pieno. Ieri, per la prima volta, nonostante il disastro generale, si è visto un Pussetto in palla, che sta recuperando piano piano la sua condizione migliore. Se al 100%, un giocatore del genere non può essere tenuto fuori per tutta una serie di motivazioni: è veloce, di testa la prende spesso, possiede un'ottima tecnica abbinata alla capacità di saltare l'uomo, unico attaccante in rosa con queste caratteristiche.

Il vero Pussetto, quello visto nella scorsa stagione per intenderci, è un giocatore che per una squadra come l'Udinese è fondamentale, deve giocare a costo di cambiare un modulo che per certi giocatori rappresenta una sorta di gabbia. E' probabilmente anche a causa di questo scacchiere tattico che fino ad ora Nacho non era stato impiegato con continuità. In un 3-5-2, o meglio, 5-3-2, non si può chiedere ad un attaccante come lui (lo ha dimostrato ieri in occasione del gol, mostrando freddezza davanti al portiere) di fare il terzino. Certo, potrebbe benissimo giocare da seconda punta lì davanti, ma in quello stesso ruolo la concorrenza è tanta e sarebbe difficile tenere in panchina il "capitano".

Perchè non provare un 4-3-3 elastico che andrebbe veramente a esaltare le caratteristiche del funambolo argentino? Domanda che, a prescindere dall'impiego di Pussetto, più volte negli ultimi anni ci siamo posti, ma alla quale difficilmente potremo mai avere una risposta.