Perché Gotti? Perché ad oggi è la scelta migliore

11.12.2019 13:14 di Stefano Pontoni Twitter:    Vedi letture
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Perché Gotti? Perché ad oggi è la scelta migliore

Perché Gotti? Perché ad oggi è la scelta migliore, sia per la società che per la squadra. Voi mi direte, ma ha detto più volte di non volere allenare l'Udinese, vuole fare il vice, verissimo, ma l'opera di convincimento da parte della dirigenza bianconera gli sta facendo giorno dopo giorno cambiare idea.

L'Udinese scommette su di lui perché incarna tutte quelle qualità che si andava da tempo cercando: professionalità, capacità, intelligenza, aplomb. Non solo, Gotti ha qualcosa che tutti gli altri non hanno, il saper gestire lo spogliatoio. Punto fondamentale questo, saper prendere nel modo giusti i giocatori, sapergli dare gli stimoli giusti è forse la qualità che apprezzano ai piani alti. Quello bianconero, cosi eterogeneo, è un gruppo non proprio facile da gestire, serve una persona che abbia la capacità di toccare le giuste corde, la capacità di portare tutti dalla propria parte.

Niente traghettatori, niente allenatori a termine, avanti con lui, almeno fino al termine della stagione, quando poi ci sarà più tempo per fare ragionamenti programmatici. Credetemi, buttare dentro allenatori come Zenga o Di Biagio a stagione in corso, con tutti i problemi che oggettivamente questa squadra ha, sarebbe assai rischioso se non controproducente. Donadoni? 5 milioni all'anno dallo Shenzen, seppure in B cinese, sono un ostacolo non da poco. Lavorerebbe bene con Gotti, giusto, ma non so quanto repentinamente possa stravolgere l'ordine delle cose. Si tratta di un allenatore che o gli si da il materiale o altrimenti non è che crei da sé dei miracoli, chiedete di lui a Bologna.

Costruirsi l'allenatore in casa allora, è questa la missione. D'altronde, lo dice la storia, chi ha fatto bene a Udine era praticamente un semi sconosciuto: Zaccheroni, Spalletti, tanto per fare due nomi, non erano, prima di Udine, assolutamente degli allenatori di grido. Lo sono diventanti qua, facendo un percorso personale e di squadra. 

Torno una sua parola cha ha fatto tanto discutere, maestro: ecco, lo ribadisco, all'Udinese servirebbe proprio questo. Un insegnante, di calcio, in grado di far crescere i giocatori, di migliorarli tecnicamente e tatticamente. E' stato questo, negli ultimi anni, uno dei grandi problemi di questa squadra, il fatto che i giocatori non siano più di tanto migliorati dal loro arrivo in bianconero. Questo dev'esser Gotti, maestro perché insegna, non perché è migliore ad un altro. Per tornare nell'università del calcio bisogna rifare le elementari, non un professore allora, serve un maestro di campagna.

Attenzione ad una cosa,  l'esperienza. Siamo pur sempre di fronte ad un tecnico che è alle prime armi. La Serie A può essere letale, anche per i più esperti. Va difeso, aiutato, sostenuto, anche quando le cose magari andranno peggio del previsto. Non si faccia lo stesso errore che si fece con Velazquez, scaricato per paura. Lo si vuole alla guida? Allora lo si protegga. Metterlo al patibolo sarebbe un errore.

Avanti, in marcia. Non ci possiamo fermare. La salvezza, il vero obiettivo, è ancora lontana. Serve macinare punti. Gotti alla guida, verso quei 40 punti che vorrebbero dire restare ancora nel calcio che conta.