Obiettivo salvezza, sul mercato quest'anno le ambizioni ci sono, chissà se vedremo finalmente una squadra forte in campo

12.07.2019 08:00 di Davide Marchiol   Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Obiettivo salvezza, sul mercato quest'anno le ambizioni ci sono, chissà se vedremo finalmente una squadra forte in campo

È in pieno fermento il mercato dell'Udinese, Tudor è stato chiaro alla prima conferenza stampa, stavolta l'impostazione tattica sarà diversa, sarà la sua impostazione, senza scorie di lavori altrui come successo nelle due precedenti stagioni. Il croato ama il gioco intenso e aggressivo, ergo bisogna allestire una squadra di livello e, sulla carta, le ambizioni sembrano esserci, almeno per mettere sul rettangolo verde un undici che porti a una salvezza non sofferta, non si chiede molto di più, solo di vedere qualche bella partita e di salvarci senza tirare il fiato. È arrivato Becao, per una cifra relativamente contenuta, ma parlano veramente molto bene di questo centrale brasiliano, che al CSKA Mosca si è imposto, giocando sempre, in una squadra dove la difesa era ormai sempre la stessa, l'unico ad avere qualche dubbio è Nuytinck, che teme di vedere ridotto il suo spazio. Però, nel caso dovessero andare via veramente in prestito sia Sierralta che Opoku come sembra, di minuti a disposizione ce ne sarebbero, anche in caso di difesa a quattro. Proprio quello sarà uno dei punti interessanti da scoprire in ritiro, dietro saremo a tre o a quattro? Il calcio totale alla Velazquez non è sostenibile, ma non è ammissibile neanche la passività alla Nicola. Starà a Tudor trovare il giusto equilibrio.

Detto della situazione in mezzo, importanti per trovare l'assetto giusto sono anche gli esterni. È qua che probabilmente l'Udinese dovrà insistere sul mercato. Pezzella ha confermato di non essersi ambientato in Friuli, chiedendo di andare al Parma, sulla sinistra quindi c'è il vuoto, con il solo Samir adattabile. Dall'altra parte c'è ter Avest da valorizzare e quel gioiellino di Stryger Larsen chiesto da tanti. Si cercherà di trattenerlo a tutti i costi. Altrimenti gli esterni che dovranno entrare dovranno essere due. Qui sta il nocciolo della questione. L'Udinese potrebbe fare una mossa intelligente soprattutto a sinistra. C'è infatti Padoin svincolato. Ha una certa età ormai il ragazzo ma: siamo senza capitano, ha esperienza in club importanti di A ed è friulano. Rappresenta il profilo perfetto per rimpiazzare i "senatori" partiti. Poi gli verrà affiancato qualcuno di più giovane. In caso di difesa a quattro magari rivedremo quel Samir terzino di delneriana memoria che non aveva assolutamente demeritato, anzi.

Centrocampo che non ha bisogno, almeno così com'è, di grossi puntelli per essere competitivo. Certo, Barak deve tornare ad essere Barak e dopo il grave problema alla schiena avuto non è assolutamente detto che ci riesca, ma la speranza è quella, senza dimenticarci il Balic dal piede fatato, ma dalla garra un po' alla Charlie Brown. Ci sarà Mandragora e ci sarà anche Jajalo, che ha tanta esperienza e Tudor conosce già. Vedremo poi se saranno confermati Fofana e Badu, che con la loro fisicità sono fondamentali. L'arrivo di Tokoz completerebbe bene il reparto, ma il turco sembra essere un po' snob sulla sua prossima destinazione, che difficilmente sarà Udine. Vedremo cosa tirerà fuori dal cilindro la società. Già così però, con tutti al top, ci sarebbe un bel connubio tra tecnica e fisicità.

Davanti il partente Lasagna sembra non avere più così le valige in mano, forse anche perchè consapevole che sarà lui uno dei volti principali della squadra vista la partenza di tutti coloro che componevano la gerarchia della fascia (questo dando per scontata la partenza di De Paul, che dovrebbe avvenire alla prima offerta seria). Dovesse arrivare Padoin infatti l'ex Juve sarebbe probabilmente il capitano "in pectore" con KL15 con la fascia al braccio. Un motivo in più per credere in sè stesso come consigliato da Totò Di Natale, non uno qualunque. Una scommessa certo, ma una squadra di provincia non può vivere di sole certezze se vuole fare un salto di qualità. Proprio a proposito di azzardi ci sarà anche quel Teodorczyk che fino a un anno fa era il vice Lewandowski e poi è stato letteralmente messo fuori gioco da un'ernia inguinale che non è guarita bene. Ora ha tutto il ritiro per prepararsi e farsi trovare pronto. Ci sarà anche Nestorovski, andato in doppia cifra sia in A che in B, una punta d'esperienza da affiancare a due in cerca di riscatto. Chiaro, dovesse restare anche Okaka saremmo all'apoteosi, ma forse sarebbe anche paradossalmente un po' di troppo perchè, se per un anno, non ci dovessero essere problemi, quattro attaccanti con un curriculum importante (Lasagna vanta presenze in Nazionale, per quanto lo si possa criticare questo è un dato oggettivo) sarebbero troppi, se poi pensiamo a che a disposizione c'è anche Pussetto, che è stata la rivelazione dell'anno passato... Vedremo che fine faranno i vari Perica, Matos e Machis. Un attaccante di scorta dovrà comunque esserci, ma difficilmente sarà uno dei tre sopracitati. Insomma, una rosa che con qualche puntello (e un pizzico di fortuna) può diventare di livello. Ci sono due mesi per prendere gli uomini giusti, ma mai come quest'anno ci si aspetta di non soffrire tanto per poter vivere un altro anno di A.