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Il valzer della panchina, sintomo di un progetto ancora non chiaro

Il valzer della panchina, sintomo di un progetto ancora non chiaro

Gotti, Zanetti, Maran, qualcun altro? In casa Udinese, almeno secondo quanto ci viene reso noto, l’incertezza regna ancora sovrana. Lasciare la strada vecchia per la nuova, non sapendo quello che si trova, o affidarsi ancora a chi, seppure a...

Alessandro Poli

Gotti, Zanetti, Maran, qualcun altro? In casa Udinese, almeno secondo quanto ci viene reso noto, l’incertezza regna ancora sovrana. Lasciare la strada vecchia per la nuova, non sapendo quello che si trova, o affidarsi ancora a chi, seppure a fronte di un finale di stagione a dir poco deludente, ha finalmente messo al sicuro l’Udinese mesi prima delle ultime giornate di campionato? L’unica cosa certa è che questo valzer della panchina fa venire subito alla mente i non lontani tempi pre Gotti, in cui l’allenatore scelto a inizio stagione non coincideva mai con quello che ci salvava alla fine, ed è l’ennesima conferma di come un progetto preciso a riguardo della guida tecnica per questa Udinese non esista ormai dagli anni di Guidolin. La salvezza sembra l’unico punto fermo da raggiungere ad ogni costo: per tempo o all’ultima di campionato, con uno o più allenatori all’anno, mantenere la categoria rimane indispensabile. Poi solo qualche dichiarazione di facciata sull’ormai famigerato decimo posto, peraltro mai raggiunto, o su una ancora più irraggiungibile Europa, ma la realtà dei fatti puntualmente ripete che una volta salva l’Udinese si accontenta.

Se dunque anche la prossima stagione sarà come quelle appena viste, e nulla lascia presagire almeno per il momento il contrario, non si vede perché cambiare compiendo una sostanziale scelta al buio. Il nome di Zanetti, forse oggi quello più lontano dalla panchina bianconera, avrebbe potuto in effetti portare una ventata d’aria fresca ma a patto che fosse stato accompagnato da scelte di mercato importanti e a lui congeniali, e qui come ben sappiamo casca l’asino. Maran ha invece tutta l’aria di essere un ripiego, un’alternativa al tecnico del Venezia, risultando obiettivamente difficile vedere in lui il tipo di allenatore capace di cambiare qualcosa rispetto ai traguardi degli ultimi anni. Se si continua quindi su questa strada si torna inesorabilmente alla strada vecchia, l’unica che conosciamo: Gotti, capace pur con i suoi limiti di riuscire dove i molti che lo hanno preceduto avevano fallito, completando una stagione intera e salvando con largo anticipo una squadra di caratura non certo europea e falcidiata da infortuni e Covid. Il valzer della panchina comunque, almeno sperabilmente, finirà presto, ma ciò che resta indubbio è la mancanza di un progetto chiaro per questa Udinese. E se si lascia la strada vecchia senza alcuna certezza, in quella nuova è difficile trovare qualcosa di meglio.