Il record di sconfitte, i cori verso Gino Pozzo, le parole di Gerolin e le scuse di Oddo

04.04.2018 13:00 di Stefano Pontoni Twitter:   articolo letto 1811 volte
Il record di sconfitte, i cori verso Gino Pozzo, le parole di Gerolin e le scuse di Oddo

Prestazione al limite della decenza, Fiorentina che passeggia sulle macerie bianconere e settima inesorabile sconfitta consecutiva. La pazienza dei tifosi è finita, già a fine primo tempo piovono fischi dalle tribune di uno stadio che, da quando gli è stata data le denominazione commerciale, pare essere stregato. Fischi continui e meritati. 

Ma il peggio deve ancora venire, perché nel secondo tempo, quando sarebbe stato lecito attendersi una reazione, l'Udinese crolla definitivamente. Nessun moto d'orgoglio, nessuna reazione, nemmeno in un giorno (ma difficilmente qualcuno in società e in squadra ne era a conoscenza) in cui si sarebbe dovuta celebrare, lottando fino alla fine, la Patria del Friuli, terra di cui i colori bianconeri sono espressione.

Ed eccolo allora che il record di sconfitte consecutive in A, che apparteneva alla stagione 1961-62 quando chiudemmo ultimi e finimmo in B, viene eguagliato. 

Altri fischi, altri cori, non in direzione di un mister Oddo che colpe non ne ha ma che è costretto lo stesso a metterci la faccia e a chiedere umilmente scusa a tutti, ma in direzione del grande capo. Dalla curva partono i "Gino Pozzo vaffa...", i "Devi spendere", per chiudere con un "Chi non salta Gino Pozzo è". Cori partecipati da tutto la Stadio, a testimonianza che le lamentele non arrivano solo dai leoni da tastiera ma da tutto il mondo bianconero unito. Far finta che non ci siano stati, pensare che siano solo ululati di qualche ingrato sarebbe non accettare la realtà dei fatti. 

L'ultima contestazione del genere, contro il Cagliari, costò la panchina a Delneri. Questa volta però è inutile cambiare. Oddo per ora non rischia e resta al suo posto. Almeno per ora quindi a pagare non sarà ancora una volta l'allenatore. A confermarlo Gerolin, le cui parole passano senza lasciare il segno. Qualsiasi cosa detta infatti non può andare bene. Tocca al lui andare di fronte alle telecamere e beccarsi gli insulti di tutti. Peccato che un'icona del passato, che la storia bianconera l'ha scritta, rovini così il ricordo.