La salvezza è una pratica tutt'altro che archiviata. Benissimo le due vittorie contro Chievo e Bologna ma 6 punti non bastano assolutamente per mettersi al riparo dal pericolo retrocessione. La sconfitta di Torino, dove a mancare oltre ai punti - praticamente impossibili vista anche la partita della Vecchia Signora contro l'Atletico - è stata anche e soprattutto la prestazione, e la conseguente vittoria del Bologna hanno fatto si che la situazione sia ancora assai pericolosa. L'Udinese resta invischiata nei bassifondi, il terzultimo posto dista solo 4 punti, troppo pochi considerando che il prossimo turno si andrà a San Paolo.

Dopo Napoli e la sosta decisiva sarà allora la gara contro il Genoa, una partita assolutamente da non sbagliare. Tre settimane circa per preparare quella che sarà a tutti gli effetti un'altra sfida salvezza. Toccherà a Nicola dare un minimo di gioco ad una squadra che, anche nelle vittorie, ha vissuto spesso di grandi fiammate, di grinta sì ma di scarso gioco. Già contro il Chievo in termini di manovra si era visto davvero ben poco, lo stesso era poi accaduto nel primo tempo contro il Bologna. I punti fortunatamente sono arrivati lo stesso grazie anche alle giocate dei singoli ma è davvero indispensabile che questa squadra trovi una sua chiara identità.

Appare paradossale che fino ad oggi la migliore Udinese della stagione, in termini di gioco s'intenda, sia stata quella di Empoli, dove ci si mise di mezzo però la sfortuna. A tratti con Velazquez, prima del delirio del 3-5-2 con Pussetto terzino, qualcosa di buono si era intravisto. Dall'arrivo di Nicola in poi l'Udinese ha pensato spesso troppo a difendersi, a trovare una certa solidità, affidandosi davanti soltanto al contropiede e alla velocità dei suoi attaccanti, Pussetto e Lasagna, e all'estro, altalenante, di De Paul. Troppo poco.

La mano di Nicola, che di punti in media ne ha raccolti più di molti altri allenatori questo è certo, si è vista dalla meta campo in giù. Dalla metà campo in su invece, soprattutto in trasferta, l'Udinese ha fatto una fatica bestiale. Certo, le troppe assenze a centrocampo, la mancanza di un regista che sappia far girare il pallone e dettare i ritmi, sono dei problemi difficili da risolvere per qualsiasi allenatore ma qualcosa Nicola lo deve fare. 

Dare all'Udinese un gioco, glielo chiede anche la società, ad oggi assai delusa dall'atteggiamento ondivago dei suoi calciatori e dalle poche idee che arrivano dalla panchina. Quale può essere la soluzione? La coperta è corta come uomini, si può lavorare sull'atteggiamento, sulla propositività. 

La risposta la dovrà trovare Nicola, dimostrando di essere un allenatore che sa fare molto di più del catenaccio. Ne va del futuro dei bianconeri ma anche di quello del tecnico, la cui riconferma, anche in caso di salvezza, appare davvero in bilico.

Sezione: Primo Piano / Data: Mer 13 marzo 2019 alle 15:52
Autore: Stefano Pontoni / Twitter: @PontoniStefano
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