È passata appena una settimana da quel 31 marzo che tutta Italia stava aspettando da mesi e che, per la terza volta consecutiva, si è rivelato funesto. Il gruppo guidato dal commissario tecnico Gattuso ha fallito l'appuntamento con la qualificazione ai prossimi Mondiali, sottolineando ancora una volta il fallimento del calcio italiano a tutti i livelli. E mentre si attende una rivoluzione ai piani alti, con qualcuno che si dimostri in grado di stravolgere il trend dell'ultimo decennio, la Serie A non sembra favorire in alcun modo la rinascita.

Per rendersene conto basta guardare la lista di giocatori scesi in campo durante Udinese-Como, match valido per la 31ª giornata del campionato di Serie A. Ad affrontarsi nel lunch match di Pasquetta sono state due tra le squadre più interessanti del panorama attuale: da una parte un pilastro della massima serie, un punto fisso della Serie A da oltre tre decenni che guarda ai prossimi anni per alzare nuovamente il suo livello puntando alla zona Europa. Dall'altra la vera e propria sorpresa del campionato, quarta forza del tabellone e in pienissima lotta per un posto nella prossima Champions League. 

Dei trentadue calciatori che hanno calcato il terreno del Bluenergy Stadium durante i 90 minuti di gioco, gli italiani sono stati solo due. Se il Como non ha schierato alcun giocatore della penisola tra gli undici titolati e i cinque subentrati, l'Udinese ha iniziato la gara con il solo Nicolò Zaniolo e ha fatto entrare a partita in corso Nicolò Bertola. Per il resto solo stranieri, nei quali spiccano i cinque francesi (Solet, Atta, Butez, Da Cunha, Caqueret) e i quattro spagnoli (Zarraga, Valle, Morata e Sergi Roberto). I giocatori italiani erano quindi solo il 6,25% del totale e si consideri che Bertola ha disputato solo quattro minuti (più recupero) dei 96 minuti totali di gioco. Dati preoccupanti, insomma, ma perfettamente in linea con la situazione disastrosa che il calcio italiano tra attraversando.

Sezione: Notizie / Data: Mar 07 aprile 2026 alle 15:33
Autore: Alessandro Di Lenarda
vedi letture