L’infortunio di Alessandro Zanoli rappresenta uno spartiacque netto nella stagione dell’Udinese. L’esterno bianconero si è sottoposto oggi all’intervento chirurgico per la riparazione del legamento crociato anteriore del ginocchio destro, una delle lesioni più temute nel calcio moderno. La scelta dell’operazione è stata praticamente obbligata: su un atleta professionista, soprattutto in uno sport fatto di torsioni, contatti, scatti e continui cambi di direzione, la terapia conservativa comporta rischi troppo elevati. Il pericolo concreto è quello di una rottura completa in un secondo momento, con il risultato di aver perso mesi preziosi inutilmente.

Tradotto: stagione finita per Zanoli, che ora deve già guardare alla prossima annata con l’obiettivo di recuperare nel modo corretto, senza forzature.

Il ginocchio è una delle articolazioni più complesse del corpo umano. È formato principalmente dall’articolazione femoro-tibiale, che unisce femore e tibia, ed è supportato dai menischi, veri e propri ammortizzatori naturali contro urti e microtraumi. Questa struttura consente due movimenti fondamentali, flessione-estensione e rotazione, ma proprio per questo è sottoposta a sollecitazioni enormi. A garantire la stabilità intervengono i legamenti crociati, in particolare il crociato anteriore, quello più frequentemente soggetto a rotture nei calciatori. La sua funzione è impedire lo scivolamento anomalo della tibia rispetto al femore e controllare le rotazioni: quando si lesiona, la stabilità dell’articolazione viene compromessa in modo significativo.

Dopo un intervento al legamento crociato anteriore i tempi di recupero sono lunghi e difficilmente comprimibili. Il periodo medio di consolidamento dei tessuti è di circa sei mesi, durante i quali il ginocchio recupera progressivamente la maggior parte della sua funzionalità originale. Nelle prime settimane il paziente può già camminare con l’ausilio delle stampelle, spesso senza l’uso del tutore, e iniziare fin da subito la ginnastica riabilitativa. Dopo circa tre o quattro settimane, se il decorso è regolare, si può tornare a guidare e a svolgere le normali attività quotidiane senza supporti. Intorno ai due mesi diventa possibile ricominciare a correre, mentre per la ripresa dell’attività agonistica vera e propria è necessario attendere almeno cinque o sei mesi e l’ok definitivo dello specialista.

Il percorso di riabilitazione è lungo e strutturato. Nelle prime due settimane si lavora soprattutto sulla mobilizzazione passiva del ginocchio e sull’attivazione muscolare isometrica, con applicazioni costanti di ghiaccio. Tra la terza e la quarta settimana l’obiettivo è recuperare completamente l’articolarità, introducendo piscina, cyclette ed esercizi di rinforzo. Successivamente si passa a un lavoro più intenso sulla propriocezione e sul potenziamento, fino ad arrivare, tra il terzo e il sesto mese, agli esercizi di agilità sul campo, ai cambi di direzione e ai primi salti.

Per Zanoli è un colpo durissimo, anche sul piano mentale. Stava vivendo una delle stagioni migliori della sua carriera, in crescita costante, titolare fisso e con un rendimento sempre più convincente. Ora dovrà armarsi di pazienza e lavorare in silenzio per tornare quello di prima. Per l’Udinese, invece, è una perdita pesantissima: sei mesi di stop significano rinunciare a uno dei migliori interpreti della rosa fino al termine del campionato. Inevitabilmente la società dovrà fare delle valutazioni anche sul piano tecnico e di mercato, perché senza Zanoli la corsia destra perde uno dei suoi riferimenti principali proprio nel momento decisivo della stagione.

Sezione: Focus / Data: Mer 28 gennaio 2026 alle 21:47
Autore: Stefano Pontoni / Twitter: @PontoniStefano
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