L'Udinese prosegue nella sua crisi profonda e sembra non poter più uscirne. La sconfitta senza appello per 3-0 al Bluenergy Stadium contro il Lecce porta a cinque le battute d'arresto consecutive dei bianconeri e segna un punto di non ritorno nella gestione di mister Runjaic. Le riflessioni sono in atto per capire se proseguire insieme o se le strade si separeranno. La cosa certa è che la gara persa contro i salentini ha messo in luce, se ce ne fosse stato bisogno, le enormi lacune di alcuni giocatori e la difficoltà nel mettere in campo certi concetti di gioco. Una crisi che sembra non avere fine e che presenta molte analogie con alcune delle stagioni passate.

Udinese, il secondo peggior inizio in Serie A della propria storia

Dopo sette giornate, i bianconeri hanno all'attivo solo 4 punti in graduatoria e si trovano al penultimo posto insieme a Monza, Parma, Genoa e Fiorentina. È il secondo peggior inizio della propria storia in Serie A, che pareggia quello del 2023/2024 quando in panchina c'era Sottil, poi esonerato alla nona giornata dopo un pari interno per 1-1 proprio contro il Lecce. La partenza peggiore in assoluto resta però quella della stagione 1961/62, con Bonizzoni allenatore, quando l'Udinese aveva vinto una sola partita.

I dati sono pessimi, ma a preoccupare di più sono l'atteggiamento e il poco spirito visti in campo. Ci sono molte analogie con le stagioni in cui i friulani hanno dovuto soffrire fino all'ultimo per ottenere una salvezza che, ai nastri di partenza, sembrava del tutto scontata.

Le similitudini con la stagione 2016/2017

Molte analogie si possono ritrovare nel campionato 2016/17, l'anno in cui sulla panchina dei friulani siedeva Giuseppe Iachini: sette punti nelle prime sette giornate e l'esonero arrivato proprio dopo una sconfitta casalinga per 3-0. La squadra aveva mostrato alcune qualità, come nella vittoria per 1-0 a San Siro contro il Milan con gol di Perica, ma l'ambiente era in subbuglio e la decisione drastica portò all'arrivo di Luigi Delneri, capace di condurre la nave in acque sicure. Anni lontani e un progetto completamente diverso, ma la scossa ci fu e la squadra seppe risollevarsi grazie a un nuovo allenatore e a nuove idee di gioco.

La squadra segue ancora Runjaic o no?

L'interrogativo che si pongono molti addetti ai lavori e soprattutto i tifosi è se la squadra segua ancora il tecnico o se si sia incrinato qualcosa nei rapporti, scatenando questa serie negativa senza fine. La partita contro il Lecce ne è stata la miglior testimonianza, con alcuni giocatori apparsi avulsi dal gioco e quasi insofferenti per tutto il match. Anche la postura del corpo di Runjaic, rimasto quasi senza parole per gran parte della ripresa, testimonia la situazione complicata in cui si stanno ritrovando i bianconeri.

Spesso cambiare non porta a risultati immediati e non è sempre la soluzione migliore, ma continuare su questa strada è davvero la scelta giusta per ripartire? Presto i nodi verranno al pettine e i dubbi saranno sciolti.

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Sezione: Focus / Data: Mar 20 ottobre 2026 alle 09:00
Patrick Pignolo
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