Ha detto bene in conferenza stampa coach Adriano Vertemati a fine partita: due sconfitte nelle prime quattro giornate non devono allarmare, così come non devono esaltare le altrettanti vittorie. L’APU Udine torna da Treviso con un po’ di fiato corto, ma non è decisamente il caso di fare il processo ai singoli, all’allenatore o, ancora meno, alla squadra. 

Intendiamoci: fa male perdere, fa ancor più male perdere un derby e fa malissimo perdere contro una diretta concorrente. Parlare della sconfitta senza riconoscere i notevoli meriti dell’avversario sarebbe ingiusto: Treviso è una squadra ottimamente allenata, che pur condizionata dagli infortuni vanta individualità importanti che anche in questo caso hanno fatto la differenza. La volontà per la squadra di coach Nicola è quella di raggiungere la salvezza il prima possibile, con meno patemi dell’anno scorso, e magari cercare di guardare anche un po’ in là. Nessuno dovrebbe stupirsi se a febbraio fosse tra le otto a competere per la Coppa Italia. 

Così come i meriti di Treviso, non vanno nascosti nemmeno le mancanze di alcuni dei giocatori più attesi. Il dito dei tifosi è inevitabilmente puntato su Denzel Valentine. L’ex Chicago Bulls, dopo la prova non lucidissima contro Trento - che ha comunque fruttato 15 punti -, ha mancato spesso l’appuntamento con il canestro anche contro la Nutribullet, ma la frustrazione con la quale è tornato in panchina dopo l’ultimo cambio dimostra come il primo ad essere deluso sia lui stesso. I fan hanno ragione ad esigere un maggior contributo da parte sua, ma siamo certi arriverà: mettere alla gogna un giocatore del suo talento dopo quattro partite è quantomeno ingeneroso. 

Una delle chiavi della pallacanestro è la reazione alle diverse situazioni che si presentano in campo. Udine nelle due sconfitte non si è mai disunita, non ha mai dato l’impressione di gettare la spugna prima del 40’ e ha continuato a provare a giocare il proprio basket, creando e trovando molti tiri aperti, purtroppo non sempre con l’esito sperato. Ciò dimostra - se ce ne fosse ulteriore bisogno - come la filosofia di gioco di Vertemati stia facendo presa su tutto l’organico, grazie anche al ruolo da tramite dei reduci delle scorse stagioni: non è un caso che Bendzius sia stato uno dei più positivi al PalaVerde. C’è bisogno di pazienza, calma e di dare tempo al tempo. Il campionato è una corsa a tappe: una sconfitta non cancella né pregiudica il resto del percorso.

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Sezione: Focus / Data: Lun 19 ottobre 2026 alle 17:42
Francesco Maras / Twitter: @francescomaras
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Francesco  Maras
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Appassionato fin da piccolo di sport e comunicazione, collabora con Tuttoudinese.it seguendo soprattutto il basket. Tra articoli, interviste e contenuti multimediali, racconta le storie e i protagonisti dello sport del territorio, convinto che dietro ogni partita ci sia sempre qualcosa di più del risultato finale.