La fiducia c’è ancora, ma non è più incondizionata. Kosta Runjaic resta sulla panchina dell’Udinese, almeno per il momento, nonostante le cinque sconfitte consecutive e la disastrosa prestazione contro il Lecce. Una conferma che testimonia la volontà della famiglia Pozzo di non prendere decisioni affrettate, ma che non cancella le profonde perplessità emerse dopo un avvio di campionato ben al di sotto delle aspettative.

Gino Pozzo si aspetta una risposta immediata

Domenica sera, contro il Milan al Bluenergy Stadium, l’Udinese sarà chiamata a dimostrare di essere ancora una squadra capace di reagire alle difficoltà. Non sarà soltanto una questione di risultato, considerando il valore dell’avversario, ma soprattutto di atteggiamento, organizzazione e personalità. Tutti elementi completamente mancati nella disfatta contro i salentini. La domanda, però, è inevitabile: quanto potrà durare ancora la fiducia nei confronti di Runjaic?

La risposta potrebbe arrivare nelle prossime quattro giornate. Da qui alla sosta per le nazionali, infatti, il calendario propone un percorso che rischia di diventare decisivo per il futuro dell’allenatore tedesco. Due sfide contro avversarie di primo piano, Milan e Roma, e due scontri diretti nella lotta per la salvezza, contro Parma e Venezia. Un ciclo che rappresenterà una sorta di esame definitivo per Runjaic. Se contro le grandi servirà soprattutto ritrovare competitività e compattezza, nelle partite contro Parma e Venezia diventerà indispensabile tornare a fare punti. L’Udinese non può permettersi di arrivare alla prossima sosta con una classifica ulteriormente compromessa.

La società, nel frattempo, continua a guardarsi attorno

La conferma dell’attuale allenatore non significa infatti che siano state accantonate le valutazioni su possibili alternative. E tra i nomi che stanno tornando d’attualità ce n’è uno particolarmente interessante: Stefano Pioli. L’ex tecnico del Milan, reduce dalla deludente esperienza alla Fiorentina, potrebbe rappresentare un profilo ideale per una società alla ricerca di esperienza, personalità e capacità di gestione di un gruppo in difficoltà. Pioli conosce profondamente il campionato italiano e ha dimostrato, nel corso della carriera, di saper costruire squadre organizzate e competitive.

Quello tra Pioli e l’Udinese, peraltro, è un accostamento che affonda le proprie radici nel passato. Il suo nome era già circolato nel 2014, quando il club friulano cercava un successore di Francesco Guidolin. Due anni più tardi, nel 2016, era tornato tra le ipotesi considerate dalla società dopo la decisione di interrompere il rapporto con Giuseppe Iachini. A distanza di dieci anni, dunque, le strade potrebbero tornare a incrociarsi. Per Pioli, Udine rappresenterebbe l’occasione di rilanciarsi dopo un’esperienza negativa, mentre per i Pozzo significherebbe affidarsi a un allenatore di grande esperienza, abituato a gestire anche situazioni di forte pressione. Il principale ostacolo resta però quello economico. L’ingaggio di Pioli rappresenterebbe un investimento importante, distante dai parametri abitualmente adottati dalla società friulana. Un aspetto che potrebbe complicare un’eventuale trattativa, indipendentemente dall’interesse per il profilo.

Discorso simile per Thiago Motta, altro nome suggestivo che continua a essere valutato tra le possibili alternative. Anche per l’ex allenatore di Bologna e Juventus, alla ricerca di un progetto dal quale ripartire, l’Udinese potrebbe rappresentare un’opportunità interessante. Tuttavia, pure in questo caso, le condizioni economiche rischiano di rendere l’operazione particolarmente complessa.

Resta poi sullo sfondo Paolo Zanetti, un profilo che da tempo incontra l’interesse della famiglia Pozzo. L’allenatore, che nel frattempo avrebbe declinato la possibilità di approdare alla Sampdoria, rappresenterebbe una soluzione probabilmente più accessibile rispetto ai nomi di maggiore prestigio. La sua esperienza nella gestione di squadre impegnate nella lotta per la permanenza in Serie A potrebbe risultare un elemento da tenere in considerazione.

Al momento, comunque, si tratta di valutazioni e possibili scenari, non di una scelta già definita. La priorità dell’Udinese resta capire se Runjaic sia ancora in grado di recuperare una squadra che sembra aver smarrito completamente la propria identità.

Il tecnico continua a dichiararsi convinto di poter invertire la rotta e la società ha deciso di concedergli altro tempo. Ma il margine di errore si è ormai ridotto al minimo. Milan, Parma, Roma e Venezia: quattro partite che potrebbero decidere molto più della posizione in classifica. Saranno soprattutto quattro occasioni per verificare se esista ancora un rapporto solido tra Runjaic e i suoi giocatori, se le idee dell’allenatore possano tornare a tradursi in prestazioni convincenti e se questa Udinese abbia davvero le risorse per uscire dalla crisi. Gino Pozzo ha scelto di aspettare. Ma non aspetterà all’infinito. E se la svolta non dovesse arrivare, il nome di Stefano Pioli potrebbe diventare molto più di una semplice suggestione.

Sezione: Focus / Data: Mar 20 ottobre 2026 alle 16:45
Stefano Pontoni / Twitter: @PontoniStefano
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Stefano Pontoni
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Friulano, giornalista e direttore di Tuttoudinese.it. Vive lo sport tra stadio, trasferte e tastiera, raccontando ogni giorno il mondo bianconero tra cronaca, approfondimenti e passione. Sempre alla ricerca della notizia, senza mai perdere il legame con la gente e il territorio.