Alzi la mano chi, dopo l'erroraccio costato all'Udinese la sconfitta al 97esimo contro il Milan, non ha inveito in malo modo contro il povero Nicholas Opoku, maledicendolo e auspicandosi di non vederlo più in campo. Non mi nascondo, penso che un po' tutti, me compreso, lo abbiano fatto. Dopo quella fatidica palla persa il ghanese era di fatto finito nell'oblio, confinato per diverse giornate ad un panchina quasi punitiva.

Eppure, errore a parte, si erano intraviste comunque qualità interessanti nelle partite nelle quali era stato impiegato: grande fisicità, un piede abbastanza educato, ma soprattutto una grande (forse anche troppo) personalità. Probabilmente però il ragazzo non era ancora pronto per poter dire la sua in un campionato così difficile come la Serie A. Di certo non ci si può aspettare che un ragazzo di 21 anni, proveniente da tutta un'altra realtà come il campionato tunisino, e inserito in un mondo per lui completamente diverso per modi di vivere, lingua e usi, possa sin da subito esprimersi al meglio.

Dopo un due mesi abbondanti di sola panchina, Nicola lo ha rispolverato contro la Spal e il ragazzo ha fornito sicuramente risposte incoraggianti, tanto da essere riconfermato anche ieri contro il Cagliari nel pacchetto arretrato a tre. Opoku è stato senza ombra di dubbio uno dei migliori in campo nella vittoria bianconera. Motorino instancabile in tutto il reparto arretrato, sempre puntuale negli anticipi, ha lasciato solo le briciole allo spuntato attacco sardo. Ciliegina sulla torta quel delizioso sombrero su Joao Pedro in uscita nel finale che ha letteralmente mandato in visibilio il pubblico friulano, già in festa per il risultato favorevole. Nicola lo ha detto in sede di conferenza stampa, Opoku aveva solo bisogno di lavorare su alcuni principi che gli mancavano. Appena lo ha ritenuto pronto gli ha dato un'occasione che il ragazzo ha saputo cogliere nei migliore dei modi.

Dall'errore contro il Milan e gli insulti, alla grande prestazione con applausi annessi contro il Cagliari. Un giocatore ritrovato. Ora l'Udinese può finalmente godersi la sua piccola, ma grande, roccia ghanese.

Sezione: Focus / Data: Dom 30 dicembre 2018 alle 08:00
Autore: Jessy Specogna
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