ESCLUSIVA TU - D'Agostino: "A Udine gli anni più belli della mia carriera, l'Udinese non deve limitarsi alla salvezza, non può fare un campionato di sofferenza"

04.09.2018 08:00 di Davide Marchiol  articolo letto 2633 volte
ESCLUSIVA TU - D'Agostino: "A Udine gli anni più belli della mia carriera, l'Udinese non deve limitarsi alla salvezza, non può fare un campionato di sofferenza"

Ieri ai microfoni di Spazio Sport, in onda su Radio Spazio ogni lunedì dalle 11 alle 12, ha parlato in esclusiva Gaetano D'Agostino.

Sulla sfida tra Fiorentina e Udinese: "Mi aspettavo una partita spettacolare, ci sta perdere a Firenze, la Fiorentina veniva da un risultato importante contro il Chievo, però mi aspettavo un'Udinese più arrembante, più offensiva, invece è stata, per quanto mi riguarda una partita molto tattica. Quando hai tanti giocatori giovani e un tecnico spagnolo ti aspetteresti qualcosa di più in avanti, l'impressione è che l'Udinese sia andata in Toscana a prendere un punto".

Gli attacchi: "Lasagna è un giocatore che attacca gli spazi, più gioca spalle alla porta più le sue caratteristiche non vengono sfruttare, quindi ho visto un'Udinese un po' rinunciataria. Anche la Fiorentina non ha fatto un granchè, un episodio poteva cambiare la partita e questo è andato in favore della Fiorentina, ma mi aspettavo qualcosa di più dalla sfida".

Sui commenti post partita: "I commenti trovano il tempo che trovano, siamo alla terza giornata, l'Udinese quest'anno non deve porsi limiti, perchè pensare solo alla salvezza potrebbe limitare il lavoro del tecnico e la crescita di alcuni elementi. Limitarsi a un campionato di sofferenza, non avendo tanti giocatori d'esperienza, sarebbe rischioso. L'Udinese deve ambire a fare qualcosina di più per esaltare le proprie individualità e rendersi pericolosi per chiunque".

I giocatori: "A me piace De Paul, così come Lasagna, sto seguendo la squadra, ma non faccio ancora nomi perchè alla terza giornata non me la sento di dare giudizi, è una squadra che deve crescere, maturare, quello che devono capire questi ragazzi, visto che ci sono passato, è che qui possono fare grandi cose per ambire a grandi squadre, l'Udinese viene presa da tutti come trampolino, ma non dimentichiamoci che tre anni fa si faceva la Champions, la piazza non accetterà più un'annata come quella precedenta".

La sparizione del regista classico: "Mah non si sono più i D'Agostino, i Pirlo, i Lodi, i Liverani perchè è cambiato il calcio, una volta si puntava anche al lancio di 40 metri, io avevo Totò che mi dettava i passaggi e quindi il lancio lungo è un'opzione. Ora si opta sul fraseggio più intenso, che porta anche a più errori, ma non per la qualità dei giocatori in sè, ma perchè è cambiato lo stile. Il calcio è in evoluzione, ho la fortuna di fare l'allenatore, ma, forse perchè lo facevo da giocatore, i lanci, i cambi di gioco, per me sono ancora importanti. Un Lasagna deve avere lo spazio, deve avere il corridoio per andare dietro i difensori e devi lanciarlo".

"Sono veramente contento che mi abbiate chiamato, era da tanto tempo che non mi chiamava un'emittente friulana e colgo l'occasione per ringraziare tutti i tifosi perchè a Udine ho passato i 4 anni più belli della mia carriera".