L’eroe e il nemico

06.10.2018 10:09 di Redazione TuttoUdinese  articolo letto 463 volte
Fonte: di Giacomo Treppo
L’eroe e il nemico

La sfida fra Udinese e Juventus somiglia molto a quelle eterne battaglie di cui si legge nei fumetti. Non ho memoria di scontri che vadano più indietro dell’era Pozzo, e quindi il primo ricordo è senz’altro a quel 0.3 in casa loro, quel pomeriggio che venne espulso lo sfortunato Geneaux e il buon vecchio Zac decise che era il momento. L’Udinese giocò con il 342 e fece vedere all’Europa intera che in Italia non c’era solo Sacchi che sapeva insegnare il calcio. Me lo ricordo ancora: senza paytv guardavo “quelli che il calcio”, ma quella domenica  decisi di guardare le immagini alla fine, prevedevo una sonora sconfitta. Guardai “Viaggio al centro della terra” su Rete 4 mentre mio padre e mi informava del susseguirsi degli eventi, loro attaccati alla radio e “tutto il calcio minuto per minuto”. Al vantaggio dell’Udinese non potei più cambiare posizione sulla poltrona né canale. La scaramanzia, per un tifoso, è peggio della droga.

Udinese Juve è anche la vergogna dello “scansamento”: dopo che vincemmo in quel di Lecce, il pessimo anno di Ventura, perdemmo in casa contro la prima in classifica. Proprio a Udine venne a vincere lo scudetto. Quella fu un’onta che ancora pesa.

Ma la sfida più epica fu il doppio scontro per decidere chi sarebbe andato in Coppa Uefa e chi all’Intertoto. E non era l’Europa League di adesso… Si affrontarono due degli allenatori più bravi d’Italia: il poi campione del mondo Lippi, e il finto modesto Guidolin, l’umile che ha consigliato all’amico Cassani la tappa più bella del giro d’Italia, la scalata devastante dello Zoncolan di quel Friuli che lo accolse ed adottò.

All’andata un pareggio in casa per 0.0 con una punizione di Zanchi che ancora grida vendetta, poi lo sconforto nell’attesa di una gara di ritorno a Torino che pareva già segnata. Ma il Guido imbrigliò la Juventus davanti alla Triade. Subimmo gol ma poi ci pensarono Poggi e Amoroso a siglare il pari a pochi minuti dalla fine. L’arrembaggio finale della Juventus venne fermato e noi fummo l’unica squadra che sul campo poté disonorare la Signora d’Italia costringendola all’Intertoto.

Ne voglio ricordare una della nuova era, quella di Pozzo Jr., con in panchina Stramaccioni. In un’annata dove raccolse meno di quanto la rosa meritasse, giocammo una partita tatticamente perfetta, quasi una partita a scacchi contro la Juventus degli ultimi anni, quella che per vittorie in Italia ricorda la Juve trapattoniana degli anni 80. Lo 0.0 finale con un grande Piris, con due marcature a uomo fu la vittoria della tattica e del pragmatismo sui mezzi e il blasone.

Poi tante sconfitte, una vittoria alla prima di campionato con gran gol di Kone, ma nulla di epico da ricordare. E ad ogni partita, si inizia con ancora negli occhi quel gol di Bierhoff annullato, dentro di oltre un metro. Perché Udinese Juventus è anche l’imprenditorialità friulana contro i capitali piemontesi, chi ha subito la prima guerra mondiale e Caporetto contro chi ci si è arricchito.

Udinese e Juventus è uno scontro da fumetti, da film di Sergio Leone, da Zaccheroni e Guidolin.