La sua guida all'Udinese sta lentamente andando a schiantarsi in fondo al burrone della retrocessione. E' vero, siamo ancora a 4 punti dalla terz'ultima, che ora è la Spal, tra l'altro in vantaggio con noi negli scontri diretti, ma dopo l'undicesima sconfitta, la possibilità di riuscire a raccimolare qualche punto per salvarsi è sempre più difficile.

Gino fa paura perché ha bruciato l'ennesimo allenatore chiamato a Udine per gestire un'accozzaglia di stranieri con l'unico obiettivo la voglia di andarsene dopo un paio di partite giocate bene.

Gino Pozzo fa paura al solo pensiero di chi sceglierà come allenatore nel caso venga esonerato Oddo.

Gino Pozzo fa paura perché è riuscito ad azzerare la passione dei tifosi bianconeri per la loro amata Udinese, tanto che il nuovo motto potrebbe essere tranquillamente “La mia forza è distruggere la passione”.

Gino Pozzo fa paura perché è riuscito ad innescare una contestazione al termine della partita contro il Crotone come non si era mai vista.

Gino Pozzo fa paura perché è ancora convinto si possa gestire una società a mille e passa chilometri di distanza.

Gino Pozzo fa paura quando dice “sappiamo dove sono i problemi e lì, andremo ad intervenire”.

Gino Pozzo fa paura sapendo che non rivolterà la squadra con numerose cessioni ed altrettanti acquisti, ma anzi, molti saranno riconfermati.

Gino Pozzo fa paura perché non si accorge che è arrivato il momento di rinnovare i suoi collaboratori, che la dirigenza è da cambiare, come i consulenti.

Gino Pozzo fa paura quando dice: “non lasceremo l'Udinese”, come fosse un piacere che ci fa, come fosse una garanzia che ci dà, come se fosse un segnale di tranquillità.

Invece no, Gino Pozzo ci fa paura.

Sezione: Focus / Data: Dom 22 aprile 2018 alle 23:41
Autore: Paolo Minotti
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