I record, quelli belli. Le sconfitte sanno fare male, tanto male, e cancellano tutto o tanto di quello che avevi fatto di buono, anzi, viene dimenticato completamente. Perché diciamocelo sei sconfitte consecutive sono mortificanti oltre che ad essere un record che nessuno si aspettava e voleva e che non si erano verificate nemmeno nelle stagioni che consideravamo peggiori, quelle da Stramaccioni a Delneri.

Lo abbiamo detto, le attenuanti ci sono, infortuni, squalifiche, cali fisici, e sono sotto gli occhi di tutti, ma buttare un pareggio per l'ennesima disattenzione è disarmante.

Questa volta, contro l'Atalanta, il premio come miglior attore protagonista è andato Nuytinck, bravo nel secondo tempo a lasciar colpire di testa Petagna per il vantaggio bergamasco e poi lamentarsi non si sa per cosa e con chi. Probabilmente con se stesso, una sceneggiata che gli è valsa la statuetta più pregiata.

Il premio invece come attore non protagonista è andato a Zampano, bravo a guardare la mischia che si era creata nell'area piccola dando le spalle a Masiello che ha potuto calciare indisturbato in demi-volè verso la porta e con un po' di fortuna trovare la rete del definitivo due a zero.

Entrambi gol subiti sono arrivati ancora da palle inattive.

Eppure il primo tempo era scivolato via bene, con qualche rischio è vero, ma alcune buone ripartenze si sono viste e lo zero a zero faceva sperare per un risultato positivo. La formazione schierata da Oddo era alla fin fine quella giusta con gli inserimenti di Balic, Zampano e la sorpresa Ingelsson, ma ancora una volta le cose non sono andate come dovevano.

Poi il calo, la paura, gli errori ed infine l'inevitabile sconfitta.

Cose già viste, già vissute, ma tranquilli, potete ancora stupirci e migliorare, ad esempio perdendone sette. I record, si, quelli belli.

Sezione: Primo Piano / Data: Dom 01 aprile 2018 alle 01:21
Autore: Paolo Minotti
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