Ma che pena è mai questa? Un trattamento sanzionatorio irragionevolmente eccessivo e sproporzionato.

Non bastava la tempesta mediatica che si è abbattuta sull'Udinese e sui suoi tifosi dopo la gara contro il Milan, non bastavano le accuse diffamatorie ricevute da ogni fronte, anche da quello politico ed istituzionale (perfino alcuni rappresentanti del nostro territorio si sono schierati contro, perché?)

Quanto accaduto sabato sera ha fatto (tristemente) il giro del mondo, rovinando la reputazione di un intero popolo, quello friulano, che si è sempre distinto per la sua educazione e per il rispetto nei confronti del prossimo. Il "Friuli" non ha niente a che vedere con il razzismo, è uno stadio da sempre accogliente e tollerante. Chi lo vive domenica dopo domenica lo sa e gli esempi davvero si sprecano.

Eppure nelle maggioranza dei casi si è parlato a sproposito di cori razzisti, di curva violenta. Per sentito dire, senza conoscere i fatti, senza approfondire, allineandosi al pensiero mainstream. Accuse nella maggior parte infondate e prive di una minima cronaca. Nessuno ha raccontato i fatti, si è perferito fare di tutta l'erba un fascio. "Stimati colleghi" hanno optato per la soluzione più comoda, d'altronde quando di mezzo ci sono le "grandi" è più facile prendersela con la parte debole.

Lo stesso ha fatto la Giustizia sportiva: stadio chiuso per un turno. Una stangata che non ha precedenti, un'autentica ghigliottina nei confronti della tifoseria bianconera.

Due pesi e due misure. Altrove si chiude un occhio, quando ci sono altre tifoserie si sorvola sui fatti. A Udine invece è stata scelta la via della punizione esemplare. Questo fa ancora più rabbia, dimostra come il sistema non sia affatto equo. La legge, insomma, non è uguale per tutti, la disparità di trattamento pure (i ripetuti "buu" dei tifosi laziali ad Ebosele, per fare un esempio tra tanti, stranamente non sono stati ascoltati da nessuno).

Per quattro imbecilli (perché quattro sono come emerso dalle indagini) nessun tifoso potrà assistere alla partita contro il Monza. Penalizzare e privare di vedere la propria squadra anche a coloro che non sono stati coinvolti in questi spiacevoli episodi è una misura totalmente insensata, ingiusta e per la quale è giusto battersi. 

I tifosi, quelli corretti (il "Friuli" è uno stadio pieno di famiglie, bambini che tutto c'ho non hanno nulla a che spartire) pur ribadendo la condanna agli atti di razzismo, hanno reagito con sdegno ad una sanzione che a ragione ritengono sproporzionata. Chiari ed inequivocabili i due comunicati della Curva Nord e dell'AUC. 

Cosa farà, invece, l'Udinese? La società, che fin da subito ha collaborato con le autorità, per identificare i responsabili, ricorrerà in appello? Attendiamo una risposta.

La stupidità di alcuni va aspramante condannata e punita (il razzismo non dovrebbe esistere né in uno stadio né fuori) ma, lo ribadiamo, non è giusto che a pagare siano tutti. Paghi chi ha sbagliato, quei razzisti che hanno dimostrato di non poterci stare in un stadio e in una società civile. 

Sezione: Primo Piano / Data: Mar 23 gennaio 2024 alle 18:40
Stefano Pontoni / Twitter: @PontoniStefano
vedi letture
Stefano Pontoni
autore
Friulano, giornalista e direttore di Tuttoudinese.it. Vive lo sport tra stadio, trasferte e tastiera, raccontando ogni giorno il mondo bianconero tra cronaca, approfondimenti e passione. Sempre alla ricerca della notizia, senza mai perdere il legame con la gente e il territorio.