La salvezza è stata raggiunta ma in ogni caso il bilancio di questa stagione risulta essere pienamente in rosso. E' stata un'annata negativa e la festa di fine stagione non deve nasconderlo. Tanti sono stati gli errori di un'annata che poteva tramutarsi in tragedia. La Serie B è stata evitata, alla fine c'è chi ha fatto peggio e l'Udinese ha fatto più punti di chi stava dietro ma gli errori comessi sono stati davvero troppi.
Il rischio di retrocedere, quest'anno come mai, è stato davvero reale e non va sottovalutato come invece si fece la passata stagione, quando tutte le colpe vennero addossate a Stramaccioni. Gli errori invece nascono dall'alto, da una gestione che ha badato più allo stadio, un gioiello di cui andare orgogliosi sia chiaro, e al ritorno in Premier del Watford che alla potenzialità tecnica della squadra. E' stato davvero sbagliato pensare che bastessero un paio di pezze a costo 0 e il cambio di allenatore per rimediare alle falle che già destabilivano la nave. Così non è stato, come non sono bastate nemmeno le correzioni fatte in corso d'opera. Kuz, Hallfreddson e gli altri che sono arrivati a stagione in corso hanno dato una grande mano, assieme anche al ritorno positivo di De Canio che nonostante tutto ha salvato il salvabile. Pensare però che bastino per tornare ad essere competitivi nella prossima stagione è un abominio.
Questa Udinese deve tagliare con il passato e riaprire una nuova era, più che mangeriale come si credeva con l'avvento del nuovo stadio, della club house e del marketing sfrenato, tecnica. Questa squadra ha bisogno di una rivoluzione, ha bisogno di cedere chi non ha più le giuste motivazioni e di acquistare nuove leve e nuovi talenti. Pozzo, mai come ora, se vuole tornare ad essere quello di un tempo, non deve avere il braccino corto. L'Udinese non va più da sola, la macchina si è inceppata e per ripararla servono investimenti. Investire per poi raccogliere i frutti nelle prossime stagioni. Impensabile tornare quelli che eravamo con un mercato fatto di nomi a parametro zero. Serve tornare a scommettere sul futuro e sullo scouting e non affidarsi solamente a quei procuratori che fanno il mercato più per le loro tasche che per rinforzare la squadra. Nuovi arrivi, magari giovani e italiani per riaprire un nuovo ciclo, anche con un nuovo allenatore, se proprio i Pozzo non credono in un progetto a lungo termine con De Canio. Per la guida tecnica i nomi si sprecano, l'importante è non sbagliare la scelta come fu per Colantuono.
I Pozzo devono prendersi le loro responsabilità. La decisione finale è sempre la loro e loro quindi devono essere anche le colpe di una stagione fallimentare. Gino e Giampaolo devono riprendere in mano al più presto la loro creatura, senza delegare a dirigenti che hanno dimostrato di non essere all'altezza del loro ruolo. Delegare se serve va bene ma solo a gente capace e in grado di prendere la corretta decisione. Meno uomini ma più di qualità e di fiducia e che sappiano prendere in mano la situazione anche in sede di mercato. A mettere i giocatori in vendita sulle bancarelle siamo capaci tutti, qua però serve gente con idee chiare e vincenti. Basta lasciare in mano l'allestimento della rosa solo a procuratori che fanno, ovviamente, solo i loro interessi. Di persone capaci in giro ce ne sono e anche i Pozzo se ne sono accorti. La pulizia infatti deve partire proprio dall'alto, dalla dirigenza.
Consapevolezza degli errori, pulizia, rinnovamento, capacità e talento per ripartire più forti di prima.
Autore: Stefano Pontoni / Twitter: @PontoniStefano
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