Lega Serie A e Udinese hanno dato vita a un interessante format chiamato "A day with a professional football player", scegliendo come protagonista Maduka Okoye. Il portierone bianconero ha aperto letteralmente le porte di casa sua alle telecamere, permettendo a tutti di immergersi in una vera e propria giornata assieme a lui tra allenamenti, tempo libero e curiosità.

Il classe '99 è nato in un quartiere a dir poco difficile di Düsseldorf, in Germania: "Quando ero piccolo non capivo quanto fosse difficile, ora se guardo indietro me ne rendo conto. Questa è la vita e bisogna sempre andare avanti, come nel calcio. Senza mio padre non ce l'avrei fatta. Lui è in Nigeria, vado a trovare lui e mio fratello ogni anno".

Il suo rapporto con Udine è ottimo, tanto da voler continuare a vivere e giocare in Italia in futuro: "Qui mi trovo benissimo. Per il calcio questo è il posto perfetto. Siamo fortunati, abbiamo un centro sportivo assurdo. Quando entro in campo sento qualcosa di forte, non so come spiegarlo. Voglio rimanere in Italia, mi piace tantissimo. Mi piace la lingua, mi piace la gente. Per me è ancora un sogno, quando ero piccolo erano solo un sogno per me".

La vita di Okoye è interamente all'insegna del calcio, da sempre la sua passione numero uno: "Guardo tanto calcio, oltre alla Serie A mi piace la Bundesliga e la Premier League. Tifo il Fortuna Düsseldorf, Bayer Lekerkusen e Mönchengladbach. Nel settore giovanile hanno strutture incredibili, già sotto i 15 anni vivi come un professionista. Lì non ci sono seconde squadre, devi fare il salto dall'Under-19 alla prima. Mio fratello era fortissimo, un attaccante alto 1.90 tecnico e veloce. Poi ha cambiato strada, il nostro quartiere era fatto così: la strada giusta e quella sbagliata sono molto vicine".

Nel suo guardaroba l'estremo difensore conserva un grande numero di maglie, scambiate a fine partita con gli avversari: "Il mio idolo è Dida, che non ho mai incontrato di persona ma l'ho sentito in chiamata. Da lui prenderei tante cose, era velocissimo. Aveva personalità sul campo. Anche io parlo tanto, è importante che il portiere dia le direzioni. De Gea è un'altra leggenda, un mostro. Poi ho la maglietta di Osimhen, è fortissimo. Lasciando stare la qualità, porta sul campo un'energia che non porta nessuno. È un giocatore speciale. Poi c'è Samardzic, anche lui è fortissimo. Il più forte con cui vorrei scambiare la maglia? Cristiano Ronaldo e Ter Stegen. La mia top 3 di portieri è composta da Ter Stegen, Courtois e Donnarumma: lui in questo momento è il più forte".

Raccontando il ruolo di portiere, Okoye ha ammesso quanto sia importante il tempismo nei calci piazzati: "Uscire è una parte molto difficile mentalmente, dev'essere tutto perfetto per una buona uscita. Se sbagli anche per mezzo secondo sei morto, devi essere molto concentrato. A Rotterdam ho fatto 10 clean sheet. È importante per la mente, per un portiere è come fare un gol anche se il risultato lo è di più".

Raccontando le vicissitudini che lo hanno portato a Udine, Okoye ha ammesso: "Ero al Watford, non ho giocato quasi mai e ho avuto un intervento. Poi ho avuto l'occasione di venire qui, ero molto felice perché non è normale non giocare in Championship e poi arrivare in Serie A. Sono molto grato alla famiglia Pozzo per l'opportunità, da quando sono arrivato mi sono sentito a casa grazie alla città e i tifosi".

Infine, un focus su allenatore e compagni di squadra: "Runjaic è un allenatore molto bravo, lavora tanto sui dettagli. Stiamo imparando tutti. Il portiere deve aiutare tanto secondo lui, deve costruire il gioco. Sono cambiato perché prima non giocavo molto con i piedi. Tra di noi portieri c'è un rapporto bellissimo, sono fortunato ad avere uno come Padelli vicino a me. Ha tanta esperienza. Anche Sava lavora tanto, abbiamo un bel rapporto".

Sezione: Notizie / Data: Mer 25 marzo 2026 alle 15:21
Autore: Alessandro Di Lenarda
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