Il bomber degli anni '80-'90, Aldo Serena, ha rilasciato una lunga intervista al Messaggero Veneto nella quale ha provato a spiegare come per due attacanti come Di Natale e Toni il tempo sembra non passare mai. La classe del ’77 infatti è stata prolifica per il calcio italiano. In quell’anno sono nati Antonio Di Natale (13 ottobre) e Luca Toni (26 maggio), due tra i bomber più prolifici di sempre e che a 37 anni sono ancora lì a scaraventare palloni nella porta avversaria. Di Natale ne ha messi assieme 200 in serie A in 402 partite (0,50 ogni 90’), Toni 133 in 297 (0,45 a partita). Numeri strabilianti di due campioni che non finiscono di stupire e che Aldo Serena, bomber degli anni ’80 e ’90, racconta così.
Serena, 37 anni e non sentirli in campo. Possiamo cominciare a raccontarli così Di Natale e Toni?
"Direi di sì. Se sono arrivati a giocare ad alto livello fino a questa età significa che hanno fatto vita da professionisti. Nello stesso tempo, però, vuol dire che le generazioni dietro non hanno prodotto granchè a livello di attaccanti. Le nostre società devono decidere di tornare a investire sui vivai"
Toni due anni fa era finito a giocare negli Emirati. Incredibile come abbia saputo rilanciarsi. Non trova?
"Qualcuno avrà anche pensato che era bollito, in realtà la tempra agonistica, le motivazioni e la voglia di porsi sempre dei nuovi obiettivi, abbinati a un fisico che regge, gli hanno consentito di tornare su livelli importanti".
Di Natale, invece, è stato una macchina da gol negli ultimi sei anni.
"Totò ha saputo fare delle scelte intelligenti per la sua carriera. Grandi piazze avrebbero potuto avere per lui un profilo sicuramente più stimolante, ma conoscendosi, ha preferito la tranquillità e la serenità di una piazza come quella di Udine che gli ha permesso di fare cose fuori dalla norma. Duecento gol nel calcio di oggi sono tantissimi e per come sta andando non sembra che voglia fermarsi qui, anzi".
Concorda con il fatto che con il passare degli anni Di Natale ha affinato ancor di più le sue già straordinarie qualità tecniche?
"Totò ha sempre avuto dei piedi fatati. Ricordo un gol alla Reggina di sei anni fa impressionante. Io avevo caratteristiche più simili a quelle di Toni e confesso che ho invidiato e ammirato gli attaccanti capaci di simili prodezze. Come dice prima credo che anche la maturità e la tranquillità ti permettano di tentare certe giocate in area di rigore".
Parliamo dei pregi e dei difetti dei due.
Beh, a Totò manca il colpo di testa, Toni difetta nel calcio di punizione. Tecnicamente Di Natale è superiore, Toni è più uomo squadra. Li accomuna il fiuto del gol, Totò è insuperabile nella velocità d’esecuzione. In area è un cobra.
Parliamo della partita. Udinese-Verona può essere decisiva per il futuro del suo amico Mandorlini...
"In questo momento gli tornerà utile quello che ha imparato da uno dei suoi maestri come Trapattoni. Ultimamente gli sta girando male, l’importante è che non si rompa il feeling con il pubblico che in una piazza come Verona è molto importante".
E Stramaccioni? Anche a Udine qualcuno ha storto il naso...
"In Friuli negli ultimi anni è stata alzata l’asticella. Il fatto di aver centrato spesso l’Europa non significa che ci si debba andare sempre".
In questo momento la classifica dice che la pressione è tutta sulle spalle del Verona...
"Sì, ma non credo che Mandorlini verrà a Udine per fare le barricate. Il Verona è una squadra con una buona intensità difensiva ma anche propositiva, che cerca sempre di ripartire. I gialloblù giocheranno per vincere".
E l’Udinese? La vittoria sull’Inter ha riportato entusiasmo.
"Il difetto dei bianconeri in questo avvio di stagione sono stati i primi tempi, quasi tutti non all’altezza dei secondi. Questo è un aspetto che Stramaccioni deve migliorare".
Autore: Stefano Pontoni / Twitter: @PontoniStefano
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