UDINE. Se due indizi fanno un sospetto, siamo in attesa dell’ultimo passo per avere in mano la “prova”. Per dire che Francesco Guidolin davvero non pensa che ci siano tutte le condizioni per far svoltare la stagione dell’Udinese. E il riferimento non va a bomba sull’aspetto tattico, agonistico, sulla chiave di volta che in campo potrebbe rigenerare i bianconeri. Il Guido crede, a questo punto della stagione, che neppure l’ambiente abbia contribuito come le altre volte a trasformare una provinciale come l’Udinese in una splendida fuoriserie: non si spiegano altrimenti tutti quegli sperticati complimenti alle tifoserie avversarie al termine della gara di Coppa Italia a Firenze e dopo il pareggio a Marassi contro il Genoa, appena subita una rimonta che, se respinta, avrebbe ridato fiato ai dispettosi progetti “guidoliniani”.

Segnali. D’altra parte è dall’inizio del campionato che il tecnico di Castelfranco non lesina frecciatine alla piazza. Ha difeso Maicosuel fischiato, Lazzari sul banco degli imputati, ha risposto alla tribuna nell’immediato dopo-partita quando le critiche per le sue scelte e i mugugni di disapprovazione hanno riempito l’arco dei Rizzi. Fino ad arrivare a minacciare le dimissioni. «Se il problema sono io, sarò capace di andarmene», disse dopo aver perso con il Torino al Friuli. Nelle ultime settimane, però, la svolta: ha preferito evidenziare le virtù dei tifosi avversari, forse nel tentativo di dare la scossa all’ambiente. Ambiente che ha colto il messaggio, anche se più di qualcuno non l’ha apprezzato.

La goccia. Domani il tecnico di Castelfranco parlerà di nuovo. E forse spiegherà le proprie idee sull’argomento. Guidolin non è uno che si nasconde, quando era a Bologna pagò perfino per l’eccessiva crudezza, quando etichettò in malo modo la “città dotta” che lo criticava aspramente per le sue scelte. L’impressione è che la gara d’andata della semifinale di Coppa Italia e i soli 5.600 spettatori paganti al Friuli siano stati la goccia che abbiano fatto traboccare il vaso della sua pazienza. Chiaro, infatti, che per un centrare un traguardo storico, per cercare di mettere in bacheca il trofeo che manca come il pane – a detta dell’ala critica della tifoseria –, l’Udinese non abbia ricevuto la spinta di tutto il suo popolo.
A differenza di quanto è successo alla Fiorentina, aiutata da oltre 26 mila tifosi al Franchi nel ritorno, tanto che alla fine il Guido, neppure interrogato, disse: «Faccio i complimenti al grandissimo pubblico di stasera a Firenze perchè è stato emozionante per il calore». Un copione che Guidolin ha recitato seguito anche domenica: «Il Genoa ci ha creduto ed è stato sospinto da un pubblico entusiasmante che l’ha aiutato tantissimo». Siamo a quota due. Due indizi fanno un sospetto, tre una prova. Manca poco per capire.

Sezione: Notizie / Data: Mar 18 febbraio 2014 alle 13:45
Autore: Redazione TuttoUdinese
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