È tempo di vigilia per Bosnia e Italia, che nella serata di martedi 31 marzo si giocheranno l'accesso alla prossima edizione del Mondiale. Edin Dzeko, che è stato decisivo anche nella semifinale playoff contro il Galles, ha presentato una gara per lui speciale, avendo trascorso gran parte della sua carriera in Serie A. Di seguito, le sue parole in conferenza stampa:

"Meno male che il focus si è spostato dall'altra parte, è normale. Ognuno ha le proprie preferenze, con chi vuole giocare e chi non vuole. Bisogna essere intelligenti, soprattutto oggi con i social network, perché ogni cosa può scivolare in una diversa direzione. Però per me è tutto normale. Sono passati 20 anni dal mio gol alla Turchia, il primo in nazionale, questo significa che la carriera di un giocatore passa in fretta e bisogna godersi ogni momento. Io conosco bene la nazionale italiana, con alcuni giocatori sono stato a Roma, all'Inter e alla Fiorentina. Ci conosciamo bene, loro hanno analizzato anche il nostro modo di giocare. Abbiamo visto tutti quello che è successo. Ti dico sinceramente che è una cosa normalissima. Come ho detto prima tutti noi abbiamo le preferenze. Forse la mia era di non giocare contro l'Italia in questa finale. Non posso esultare perché ci gioco contro. Però ovviamente oggi bisogna essere attenti, con i social tutto diventa normale, si ingigantisce come questa. L'abbiamo vista. L'Italia non voleva giocare in Galles, non so perché. Noi siamo andati lì, senza paura, e abbiamo vinto. Non so perché l'Italia deve avere paura di Galles o Bosnia. È una Nazionale incredibile, che ha vinto quattro Mondiali, se ha paura di giocare in Galles qualcosa non funziona.  Forse dobbiamo vedere anche in questo modo che possono soffrire in questa partita. Si giocano tanto dopo due Mondiali persi. Vuol dire che hanno paura. Dimarco mi ha scritto che non voleva offendere nessuno, gli ho risposto 'di che parliamo', non ci sono problemi. Con Gattuso ci siamo visti in occasione di Fiorentina-Milan, gli ho detto 'spero di vederti in Bosnia', eccoci qua. Domani quando suonerà l’inno italiano spero che la gente bosniaca si alzi ad applaudirlo, perché non dobbiamo dimenticarci che l’Italia è stato il primo paese venuto a giocare qui un’amichevole dopo la guerra”.

Sezione: Notizie / Data: Lun 30 marzo 2026 alle 14:30
Autore: Alessio Galetti
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